La Via di Gerusalemme

VIII INCONTRO SUL CAMMINO DI SAN TOMASO

 ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

Signore, dove abiti? Venite e vedrete! (Gv 1)

 LA VIA DI GERUSALEMME

 Incontro con

 padre Jacques Frant

  a sette anni dal primo incontro con lui ripensiamo al cammino in Terra Santa, quello che attraversa mari e muri, ripristina relazioni antiche sull’asse principale della nostra storia, trova le radici e il senso della nostra Civiltà nella città della speranza di tutta l’umanità.

 26 Aprile 2017 Ore 18.30

promosso dalla redazione del giornale“Lo Scatolino”

clicca allegato: LA VIA DI GERUSALEMME

si veda anche

Freedom for palestinian prisoners

giovedì 20 aprile ore 18.30,  a “Giornata di solidarietà” presso la Biblioteca dell’Africa, Galleria Astra, lato via Battisti 7/a – Udine

http://www.centrobalducci.org/easyne2/LYT.aspx?Code=BALD&IDLYT=359&ST=SQL&SQL=ID_Documento=2957

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Israele-intifada-di-fuoco-arrestate-12-persone-8502ed8f-038b-43a5-914a-884caa430c6c.html

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prossimi incontri

  1. L’Hospitale è aperto ogni domenica dalle 15 alle 18. E’ aperto anche il sabato e durante la settimana ma per le visite è preferibile telefonare prima (cell 328-8213473 – amicidellhospitale@gmail.com).
  2. Incontro su il Cammino a Gerusalemme 26 Aprile 2017

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    il mosaico di san Tommaso appena rinvenuto nella Basilica della Natività.

  3. 05 Maggio In Libreria ad Albignasego (PD) Presentazione della Guida sulla Via di Allemagna, il Cammino a piedi sulle Antiche Vie di Pellegrinaggio, a cura di amici dell’Hospitale
  4. video Telefriuli sulla Via del Tagliamento
  5. http://www.youtube.com/watch?v=jKOKzcq7bCw

In preparazione:

  1. VIAGGIO ALL’EDEN

    L’Afghanistan com’era prima.

    Incontro con chi ha conosciuto l’Afghanistan prima del ’79. Mostra fotografica, si prega di aderire con fotografie e resoconti di viaggio in quell’area, antecedenti alla catastrofe, la ripresa del “Great Game”. Cerchiamo foto di come era prima per capire cos’era l’Afghanistan, e per farlo vedere anche a chi, nato laggiù dopo il 79, non ha mai potuto vedere quella terra senza guerra. 

    I giovani Afghani, nati e vissuti in guerra, , potranno vedere il loro paese, com’era prima, con gli occhi di chi ci ha vissuto e di coloro che  lo hanno visitato prima del 79. Erano migliaia in viaggio a Oriente, Kabul, Katmandù, in fuga dall’Occidente, alla ricerca di un modello alternativo e antico, diversamente libero, in cui fedi diverse e spiritualità convivevano. Erano alla ricerca di un senso altro della vita e della comunità. Alcuni sono rimasti laggiù, altri sono tornati buddisti, induisti, sufi musulmani, altri cristiani orientali, melchiti, o grandi storici. Hanno conservato la memoria di com’erano il Pakistan e l’Afghanistan prima della guerra. Memoria di una natura straordinaria di deserti spettacolari, wadi, oasi con frutta di tutti i tipi e città di culture millenarie che aveva dato i natali a gente del tipo di Rumi Mevlana e Avicenna il maestro della medicina moderna, scienziati, filosofi, matematici, mistici, poeti. Città con mercati dove si incrociavano prodotti e idee sulle vie della seta e dell’incenso… Comunità dove l’accoglienza era sacra e l’incontro delle culture la regola. E ora possono restituire questa memoria anche ai giovani afgani e pakistani che non hanno mai potuto vedere i loro paesi in pace dal 79 in poi. La stessa cosa sarà più difficile per la Palestina giacché la sua Catastrofe ha già settant’anni e pochi ricordano com’era prima la Terra in pace. kabul

Entra in Afghanistan attraversando il confine iraniano nei pressi di Mashhad e dirigiti alla città di Herat, tappa della Via della Seta. Dopo qualche giorno prendi un aereo verso il nord-est. La realtà ha infatti il sopravvento: la precaria situazione politica in cui versa il paese e i problemi di sicurezza vi costringono a viaggiare in aereo. A Mazar-e Sharif scopri il luogo più sacro dell’Afghanistan, il Santuario di Hazrat Ali dalle cupole azzurre. Nelle vicinanze sorgono le rovine di Balkh, altrettanto suggestive, con i resti della cinta muraria e di antiche moschee. Nota un tempo come la ‘Madre delle Città’, è probabilmente il più antico insediamento del paese.

Di nuovo a bordo dell’autobus diretto a Kabul, lungo il tragitto osserva il paesaggio dove la pianura lascia gradualmente il posto ai monti dell’Hindu Kush. Lungo il Valico di Salang, la principale via di comunicazione tra l’Afghanistan del nord e quello del sud, le condizioni della strada sono migliori del solito, ma il traffico è intenso e caotico.

Godi le attrattive di Kabul, tra cui i giardini di Babur, sovrano moghul, i nove musei e la famosa Chicken Street, tappa clou dell’itinerario originale, dove ancora oggi si vendono i più disparati articoli artigianali: gioielli, tappeti, lapislazzuli e persino antichi moschetti. Abbandona Kabul a bordo di un taxi con cui raggiungerai il confine con il Pakistan, pronto ad abbandonare l’Afghanistan attraverso il Khyber Pass, porta di accesso al subcontinente indiano.

Baghe Babur – Kabul

Le mura di Balkh (distrutta da Gengis Khan) dove forse avuto lì la sua fase iniziale la storia indoiranica, l’antica civiltà dei Veda indiani, L’Induismo, il Buddismo e lo Zoroastrismo. La stessa storia meda e persiana. Gli arabi la chiamavano Umm al-Bilād o “Madre delle città” (cioè “metropoli”), a causa della sua antichità e della sua grandezza.La città era un tradizionale centro dello Zoroastrismo. Balkh è considerato il primo luogo in cui Zoroastro applicò la propria religione, nonché il luogo dove morì.  A Balkh nacquero Rumi detto Mevlana fondatore dei sufi dervisci mevlevi. Forse anche Avicenna era nato lì.

i resti dell’antica Balkh, la madre di tutte le città

Risultati immagini per balkh

Balkh, Afghanistan

Balkh

Balkh – Mazar as Sharif

Ghazni afghanistan The Citadel

Le rovine della città antica di Ghazny distrutta nella 1 Guerra anglo-afgana

Bamiyan, la statua distrutta dai Taliban

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partita di calcio

minareto di Jam

 

in Afghanistan

 

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IL CAMMINO DELLE PALME 2017

Buona Pasqua per tutti e sia un passaggio in cammino, ma attenzione a chi è in arrivo fuori tempo massimo, l’inaccettabile, perchè è quello il momento giusto… Ecco il racconto del Cammino delle Palme 2017 di Luisa Pozzar (giornalista)

Cammino di Pace

di Luisa Pozzar

Fino ad un minuto prima ero a preoccuparmi per un ritardo non previsto, per l’ennesimo contrattempo. «Riuscirò a trovare il punto di ritrovo?» Telefonate, messaggi… sembra impossibile riuscire a raggiungere il gruppo che mi attende secondo quanto pianificato. «L’ennesima figuraccia…» penso.

IMG_20170408_124441Poi una corsa, l’imbeccata giusta, uno sguardo saggio dietro alla curva che nasconde l’inizio del sentiero ed ecco il gruppo. Saluto, corro ancora. Un ultimo pensiero a ciò che lascio e poi… un cancello di legno: lo apro e passo. Lo chiudo dietro di me e lascio dietro tutto ciò che è stato prima. Ora conta solo la strada che ho davanti e il cammino da compiere.

Ad accogliermi due occhi scuri e un sorriso lucente. Cappello bianco in testa con infilato un fiore appena colto: «So many roes!» esclama impugnando il binocolo per osservare un gruppo di giovani caprioli che giocano liberi nel campo a fianco «and rabbits!» quando a poca distanza vede spuntare le orecchie di un leprotto. Intanto io cammino, trafelata, per raggiungere il gruppo. IMG_20170408_125058«Late?» mi chiede. «A little bit» gli rispondo, rammaricata, un po’ indispettita da questa domanda così diretta. «Oh sorry… my name is Sam. Nice to meet you» e mi stringe la mano con decisione. Sorrido e rispondo: «Are you with the group too?». Annuisce. Il nostro dialogo dura giusto il tempo di arrivare alla fine del viale alberato, affiancato dai pini marittimi. Ma che c’entrano i pini marittimi se siamo in piena campagna? Poi un lampo… la località si chiama “Salmastro”…

«Luisa, vieni! Vieni a vedere il mare!» urla una voce squillante. E, mentre mi avvicino velocemente, ecco il saluto cordiale dei partecipanti, più o meno una settantina, in cammino dalle prime ore del mattino. Sono tanti sorrisi, volti felici, gambe forse già un po’ stanche dai chilometri macinati prima di me. I rami di ulivo spuntano dagli zaini, alcuni li stringono tra le mani. È il Cammino delle Palme, un cammino per costruire ponti, per chiedere pace.

IMG_20170408_125050Salgo sull’argine ed ecco il mare. In una giornata splendida come questa l’acqua luccica e lo sguardo si perde lontano all’orizzonte. “Porto Buso” è laggiù in fondo. In questa zona, dopo mesi di cammino il mare indicava una prima mèta intermedia per chi da Bordeaux o dalle altre parti d’Europa attraverso la via Burdigalense si dirigeva verso Aquileia, porto sicuro di ristoro per lo spirito e trampolino di lancio verso la Terra Santa.

Un breve scambio di battute, qualche domanda e poi mi immergo nella mia solitudine. Ognuno in fondo cammina con la propria. La strada si percorre insieme, ma ognuno deve fare i conti con i propri limiti, con i propri piedi, con le proprie gambe. Ognuno cammina con il desiderio di arrivare, il sentiero è uguale per tutti (al massimo si può scegliere se stare sopra o sotto l’argine perché la strada tracciata lo consente). Eppure il “come” del cammino sarà diverso per ciascuno. Al di là delle gambe è l’anima a cadenzare il passo: fa i conti con la fatica accumulata, con le cadute, con le risalite, con le corse e con l’immobilità. Il cammino ne è la perfetta metàfora: a questo percorso nel percorso non ci si può sottrarre.

IMG_20170408_132600Il vento soffia, ci dà refrigerio: se noIMG_20170408_135854n ci fosse stato, sotto il sole cocente di oggi avremmo faticato molto di più. Lui ci conduce, ci accompagna. Muove i fili d’erba, le fronte degli alberi fioriti che incorniciano il paesaggio, increspano l’acqua del mare, offrono a rondini, ghiandaie e merli la corrente giusta per lasciarsi trasportare in volo. I casoni in bilico su piccole chiazze di terra emersa, i piccoli attracchi per le barche… tutto incredibilmente incantevole.

Dopo alcuni chilometri in lontananza scorgiamo la mèta: il campanile di Aquileia che spunta dietro una fila ordinata di cipressi, lontani anch’essi. Inevitabile mettersi a calcolare quanto manca… ma anche qui la distanza è relativa: ognuno la calcola secondo il proprio metro, chi secondo la stanchezza, chi secondo le proporzioni a vista… Qualcuno non calcola nemmeno, cammina e basta: far seguire un passo all’altro è già una bella sfida. La gioia e l’attesa del sapere la mèta vicina diventano il motore del cammino. E ci si incoraggia, si intona qualche canto, ci si sostiene a vicenda, pure senza conoscersi, perché l’abbraccio finale che ci attende sarà di tutti, di un “noi”, non più solo di ciascuno.IMG_20170408_142546

La strada sterrata si ferma. Sarà l’asfalto ad accogliere i nostri passi nell’ultimo tratto. E il terreno fa la differenza, come quando si tratta di seminare. Qui seminiamo tracce di vita e un terreno poco ospitale non slancia, ma frena… proprio quando, invece, ci sarebbe bisogno di una spinta in più. Così torna in campo il desiderio a trainare la volontà un po’ provata. I piedi si fanno sentire, le gambe rispondono meno. Qualcuno è costretto a fermarsi e ad interrompere il cammino: trovato un posto all’ombra, Lorena attende che il figlio venga a riprenderla in macchina. E, dolce come una carezza del mattino, arriva la parola inattesa di un fratello pakistano, di fede musulmana, in cammino con noi insieme ad altri sei amici: «Che Dio benedica la tua salute!». Mi chiedo quanti fra noi cristiani lo avrebbero detto con tanta sincerità e spontaneità.

Tutto chiama un ristoro. Che, finalmente, arriva.

Affacciarsi su quel tappeto di tessere minuscole che copre il pavimento della Basilica, ci mozza il fiato ancora una volta: non ci si abitua mai alla bellezza. Il cuore si rinfranca, qualche lacrima può sciogliersi, le gambe respirano.

IMG_20170408_154143Eppure il dono vero arriva poco dopo, quando accanto alla copia della Cappella costantiniana del Santo Sepolcro, ascoltiamo dal Vangelo di Giovanni il racconto della risurrezione. Le anime vibrano, singolarmente e all’unisono, di fronte al Mistero della vita che rinasce e si trasforma in eternità: un mistero esclusivamente cristiano, pensiamo, che ci parla di un Giardino rigoglioso, di cui troviamo traccia nei reperti delle pitture dell’antica Basilica. Ma è lo stesso Bashir, l’uomo benedicente di prima, a regalarci un respiro di universalità: ci parla della Sura di Issa e Mariam nel Corano, stringe tra due dita un gruzzolo di pagine del Vangelo per farci capire che le pagine ad esse dedicate sono tante. Ci sentiamo un cuore solo in quel Giardino, nel Giardino di Dio: le mani si intrecciano e la gratitudine di scioglie in preghiera al Padre di tutti. Con Bashir che prega, nel suo modo, e ringrazia con gioia. Con un pensiero a Giulio che ci ricorda la bellezza di essere – su qualunque via si snodi il nostro cammino – autentici ed appassionati costruttori di ponti.

Luisa Pozzar                   https://ilmagiscopio.wordpress.com/2017/04/13/cammino-di-pace/

cammino delle Palme 2017

(clicca)

In cammino a piedi sull’antico Itinerarium Burdigalense (*)

da Muzzana ad Aquileia

 L’ 8 Aprile 2017

Partenza alle ore 6.00 dalla Chiesa di San Vitale di Muzzana,

passaggio attraverso i boschi  di Muzzana fino a Carlino,

percorso sull’antica Via Annia con attraversamento in barca del fiume Ausa.

 Si percorre anche un tratto lungo la laguna di Grado,

 (in base al meteo e alle adesioni il percorso potrà avere lievi modifiche)

arrivo nel pomeriggio ad Aquileia… al Santo Sepolcro della Basilica

Cammino semplice aperto a tutti, pranzo al sacco e rientro autogestito

Il cammino di Pasqua è dedicato al giovane Giulio Regeni

in caso di maltempo il cammino si farà comunque

(*) L’Itinerarium Burdigalense è la via più antica (333 d.C.) documentata della storia tra Europa e Gerusalemme parte da Bordeaux/Burdigala, passa per il Sud della Francia, passa a Milano, Verona, Vicenza, poi sulla Via Annia attraverso Altinum, Concordia, Latisana, Muzzana, San Giorgio, Aquileia, Lubjana, Celje, verso Costantinopoli, Antiochia, fino in Terra Santa.

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Assemblea Ordinaria 2017

siamo arrivati al momento dell’assemblea annuale, di particolare importanza per l’Associazione perché permette agli associati di dare il proprio contributo nelle scelte del programma, per cui ti aspettiamo all’

 HOSPITALE DI SAN GIOVANNI DI GERUSALEMME

a San Tomaso di Majano

Mercoledì 29 marzo 2017,

alle ore 20.30

Nell’allegato i particolari

Lettera per assemblea 2017

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SIRIA 2017-3

VII INCONTRO SAN TOMASO

dedicato a padre Paolo Dall’Oglio (*)

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321000 morti di cui il 90% provocati dal regime, 10.000 morti torturati dal regime solo in una delle caserme a Damasco. 6 milioni di profughi e 13 milioni hanno bisogno di cure e soffrono la fame. Le città come Aleppo, Iblid sono assediate da anni, non c’è da mangiare, da bere, sono immensi campi di concentramento dove la gente, bambini soli,  devono cercare da mangiare mentre vengono bombardati con bombe a basso costo e anche di nuovo ora con armi chimiche. l’Olocausto è adesso

Sabato 25 Marzo 2017 si è svolto:

dalle ore 16.30 alle 19.00

ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

La Siria com’era, com’è

il momento della memoria è adesso

con 

Monica Diplotti 

insegnante, ha vissuto in Siria e si è dedicata, fin dall’inizio della crisi, all’informazione e alla raccolta di aiuti con l’Associazione “Insieme si può fare” ed altre associazioni

e

 Camilla Cojaniz

archeologa, ha scavato in Siria per anni, nel sito di Tell Mishrife/Qatna,  dall’Agosto 2006 all’Ottobre 2008, attiva anche lei nell’organizzazione di eventi pro Siria.

 

Un percorso nella storia antica della Siria,

com’era prima della guerra, cosa conservava di importante,

nella testimonianza di chi ci ha vissuto e l’ha studiata.

Come siamo arrivati a questo punto?

Un aggiornamento della situazione.

L’olocausto è in corso

e il momento della memoria è già adesso.

tutti sono invitati anche solo per un saluto

leggere il programma allegato

Siria 2017-03

(*) Dalla copertina di “Collera e Luce” di Paolo Dall’Oglio (2013) foto scattata dall’autore alle macerie di una casa di Saraqeb (siria) qualche minuto dopo il bombardamento  di fine febbraio 2013, che qui ha ucciso una mamma con il suo bambino.

inoltre,

Seguiranno altri incontri sul Cammino di San Tomaso (da definire):

il

VIAGGIO IN AFGHANISTAN

(tra maggio e giugno):

l’Afghanistan com’era prima del 78, prima delle guerre nella memoria degli italiani che lo hanno visitato (si può partecipare con testimonianze e studi)

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incontri marzo 2017

Incontri già effettuati:

  1. Mostra Fotografica sui cammini a San Daniele del Friuli. Inaugurazione Museo del Territorio di San Daniele D.F. il 10 Marzo.
  2. il 25 Febbraio inaugurazione della mostra fotografica Caesar a Udine c/o centro Tina Modotti (vedi art. precedente).
  3. 4 Marzo ore 9-10 Visita all’Hospitale organizzata dal Circolo Mario Fain e Associazione Scussons di Romans d’Isonzo. Vedi allegato: gita_s-daniele-3_17 
  4. 4 Marzo – Corso di Formazione Generale Servizio Civile Nazionale -Venzone 2017-1, Ore 11.30 “L’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme a San Tomaso di Majano e la sua antica Via.” Gratuità e Cammino, una soluzione antica e rivoluzionaria per la relazione individuale, di comunità e di civiltà. Associazione “Amici dell’Hospitale”
  5. 13 Marzo presso la Liberetà di Udine si svolgerà l’incontro  Il cammino d’incontro verso Gerusalemme: La Via di Alemagna, l’Iter Burdigalense, la Via di San Tomaso. Le più antiche vie di Gerusalemme si incontrano in terra friulana. A cura di Amici dell’Hospitale.
  6. 17-18-19 marzo Stati Generali dei Cammini a San Daniele del Friuli all’auditorium alla Fratta il 17 e 18 mattina, all’Hospitale il 18 pomeriggio e in Biblioteca Guarneriana a San Daniele il 19 mattina.
  7. 24 Marzo alla “Dimora del Bardo” a Pecolle di Nimis incontro  con gli Amici dell’HospitaleLe più antiche vie di Gerusalemme si incontrano in terra friulana. Vie che raccontano una storia inedita di relazioni ancora necessarie. La storia più sicura non è quella degli eventi (spesso depistata dalla politica di ogni tempo) ma  sembra essere quella delle tradizioni che ha sempre cercato di salvare il senso importante della storia nascondendolo nell’arte nei racconti. E’ la storia della speranza dell’uomo e delle sue comunità. Storie di tradizioni diverse che sono state protette, hanno lasciato tracce ovunque, su radici e rami che corrono lontani nel tempo e nello spazio, e nei libri iniziali di ogni civiltà. Le vie dei camini sono le linee fisiche di quella storia e passano davanti a ciascuno. Seguono i solchi nel paesaggio antico, i siti storici  artistici che svelano relazioni che non hanno confini. Cammino di incontro come metodo di ricerca, come costituzione, come modalità per procedere in ogni campo anche restando fermi. Rinascono le vie, le prospettive, le relazioni, la consapevolezza di esserne parte.
  8.  03 Aprile presso la Liberetà di Udine l’incontro Il Cammino d’incontro verso Occidente, La Via di San Martino, primo cammino europeo. A cura di Amici dell’Hospitale.
  9. 08 Aprile il Cammino delle Palme 2017

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Caesar Mostra Fotografica a Udine

  dal 25 Febbraio al 4 Marzo 2017 
Galleria Tina Modotti Udine
“Nome in codice: Caesar- 
detenuti siriani vittime di tortura”

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