Havrin Khalaf

La segretaria generale del partito per il Futuro della Siria, Havrin Khalaf, è rimasta uccisa nell’autobomba esplosa ieri a Qamishli, città curda presa di mira sia dall’Isis, che ha rivendicato l’attentato, sia dal fuoco turco. Ne danno notizia fonti curde. Havrin Khalaf aveva guidato di recente un Forum tribale delle donne e si era battuta per una transizione democratica che conduca a una Siria inclusiva e rispettosa dei diritti delle minoranze, e fortemente decentralizzata rispetto all’impostazione baathista. Al momento della sua fondazione, avvenuta il 27 marzo del 2018, il Partito per il Futuro della Siria, affermò tra i suoi principi la laicità dello Stato, una Siria “multi identitaria”, la “rinuncia alla violenza” in favore di una “lotta pacifica per la risoluzione delle controversie, “l’eguaglianza tra uomini e donne” e il rispetto delle risoluzioni delle nazioni Unite, “in particolare la risoluzione 2254, secondo cui tutte le fazioni del popolo siriano dovrebbero essere rappresentate nel processo politico, compresa la stesura di una nuova costituzione”.

 

Il mondo con il Rojava

appello

13 Ottobre 2019

“Difendere il Rojava significa difendere chi resiste ogni giorno, in medio oriente e in ogni parte del mondo, contro la barbarie che avanza. Questa carta è un grido di rabbia, indignazione e solidarietà con i nostri fratelli e sorelle curde, che lottano e muoiono in nome della libertà e della democrazia…”. Tra i molti appelli per il Rojava, segnaliamo questo internazionale firmato, tra gli altri, da John Holloway, Noam Chomsky, Massimo De Angelis, Jean Robert, Arjun Appadurai, Etienne Balibar, Barbara Duden, Marina Sitrin, Raquel Gutierrez, Federica Giardini, Wu Ming, Toni Negri, David Graeber

 

Reggio Emilia, 12 ottobre: presidio per il Rojava. Foto di Casa Bettola – Casa cantoniera autogestita

Appello internazionale di solidarietà con il Rojava

(Carta internacional de solidaridad con el Rojava)

Afronte del ritiro delle truppe statunitensi dalla Siria, stabilito dal presidente Donald Trump e dal suo omologo turco Recep Tayyip Erdoğan, e di fronte all’invasione militare contro i popoli liberi del Rojava che questo accordo permette, consideriamo necessario e improrogabile dichiarare quanto segue:

 

1. La Comune del Rojava rappresenta in Medio Oriente il primo progetto politico anticapitalista basato sul Confederalismo Democratico, che promuove una visione alternativa dell’organizzazione della vita, fondata sull’autonomia non statale, sull’autodeterminazione, sulla democrazia diretta e sulla lotta al patriarcato. L’autonomia del Rojava è l’utopia di un mondo possibile, dove l’interculturalità, una differente e virtuosa relazione tra generi e il rispetto della madre terra vengono costruiti giorno dopo giorno. Il Rojava è la dimostrazione che non dobbiamo rassegnarci alla barbarie del presente.

 

2. Il primo risultato della lotta per l’autonomia del Rojava è stato il contenimento dello stato islamico e del suo fondamentalismo. Adesso, questo accordo debilita gli sforzi delle milizie curde, attentando contro i rilevanti risultati che i reparti delle YPG e YPJ hanno ottenuto fino ad ora contro lo stato islamico in Siria. Le milizie curde saranno infatti costrette a spostarsi, per proteggere il confine nord del Rojava dall’invasione turca.

 

3. La guerra contro l’autonomia del Rojava, costruito sulle macerie dello stato siriano, continua sistematicamente da anni: attacchi e invasioni territoriali sono stati la normalità. Con il ritiro delle forze militari statunitensi dal confine turco siriano, la pericolosità della minaccia sale di livello, l’ostilità dello stato turco contro chi lotta per un mondo democratico, si trasforma nella possibilità concreta di uno sterminio etnico.

 

Per questi motivi, noi firmatari di questa carta – accademici, studenti, attivisti, organizzazioni sociali, collettivi, popoli organizzati e in resistenza – manifestiamo la nostra solidarietà con la lotta dei curdi e dei popoli della Siria del Nord, e gridiamo la nostra rabbia contro questa ennesima aggressione capitalista e patriarcale dello stato turco, che avviene nell’assordante e complice silenzio dell’Unione europea e degli organismi internazionali, e dimostra come i Diritti umani vengano tutelati solo quando obbediscono alle leggi del mercato.

 

Difendere il Rojava significa difendere chi resiste ogni giorno, in medio oriente e in ogni parte del mondo, contro la barbarie che avanza. Questa carta è un grido di rabbia, indignazione e solidarietà con i nostri fratelli e sorelle curde, che lottano e muoiono in nome della libertà e della democrazia.

 

Que viva la vida! Que muera la muerte!

 

Il Rojava non è solo!

 

___________________

 

Primi firmatari:

John Holloway (Messico); Sergio Tischler (Messico); Jerome Baschet (Francia); Noam Chomsky (Usa); Sylvia Marcos (Messico); Jean Robert (Messico); David Harvey (Usa); Arjun Appadurai (Usa); Etienne Balibar (Francia); Teodor Shanin (Gran Bretagna); Barbara Duden (Germania); Michael Hardt (Usa); Marina Sitrin (Argentina); Carole Pateman (Usa); Donna Haraway (Usa); Raquel Gutierrez (Messico); Boaventura de Sousa Santos (Portogallo); Federica Giardini (Italia); Dora Maria Hernandez Holguin (Colombia); Francesca Gargallo (Messico); Massimo de Angelis (Gran Bretagna); Wu Ming (Italia); Toni Negri (Italia); Catalina Toro Perez (Colombia); David Graeber (Gran Bretagna), Raul Zibechi (Uruguay), Gustavo Esteva (Messico), Aldo Zanchetta (Italia), Mimmo Lucano (Italia).

 

Per nuove adesioni: rojava.ekairos@gmail.com

 

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SE CAMMINO VIVO

clicca Andrea Spinelli 29-9-19 1

ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

 

Se Cammino Vivo

 

Se di cancro si muore

pur si vive
 

  Andrea Spinelli

 Con un cancro inoperabile da 6 anni, si è messo in cammino.

Cerca il silenzio della natura e l’incontro con l’Uomo.

Ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Come vede il cammino lui non l’ho mai visto.

 

Domenica 29 Settembre 2019 Ore 17.30

 

 

amicidellhospitale@gmail.com  https://hospitalesangiovanni.wordpress.com/ cell. 328 8213473

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«Sono arrivato fino all’oceano a piedi e ho un cancro inoperabile. L’ho gridato davanti all’Atlantico e l’oceano mi ha risposto. Mi ha detto: “Sei un pazzo, ma non ti fermare”. Il Cammino di ogni malato inizia dal momento in cui è diagnosticata la malattia; poi tocca a noi, solo a noi decidere in che direzione andare, non importa la strada che si fa o dove si va, ma come. Qualcuno l’ha detto molto prima di me: ogni cammino inizia con il primo passo.»

“La parola cancro fa paura”, scrive Andrea Spinelli affetto da un adenocarcinoma alla testa del pancreas in stato avanzato e non operabile dall’ottobre 2013, “ma non deve essere un tabù”.

Andrea Spinelli 1973. Quando i dottori gli hanno detto “non c’è più nulla da fare”, non si è arreso,  pur debilitato, con un bastone ha cominciato a fare piccoli passi, poi altri, e non ha più smesso. Solo in cammino riesce a sopportare il grave dolore continuo alla schiena. Ma soprattutto con il cammino ha trovato nuova vita, una vita nuova, di ricerca,  come se dovesse vivere per sempre, eppure ogni giorno è una conquista. Dice di avere poco tempo e lo dedica all’incontro. Cammina nella natura, con quel bastone, ha percorso più di 15.000 km, prima la Romea Strata, la Francigena, Santiago. Il suo Cammino delle Pievi d’inverno con la neve alta è Altra cosa: per lui la Carnia è un universo nell’Universo. E  il cammino di San Martino…

Quello che sta facendo, dice, è un cammino unico che continua, sempre verso l’uomo.  L’incontro con Andrea risana, fa trovare la relazione con il proprio corpo, con la natura, e il senso e l’importanza di ogni singolo giorno, ogni singolo incontro. Un senso che può essere compromesso dalla paura e dalla diffidenza,  che Andrea trova sempre più in chi incontra sul cammino, e questo lo preoccupa più del cancro. 

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Cammino del Pane

https://www.walk-art.eu/#/menu/walkart/home

proseguono le visite guidate all’Hospitale ogni domenica e festivi dalle 15 alle 18 o su richiesta

info e prenotazioni: amicidellhospitale@gmail.com  (M) 3288213473

Domenica 15 settembre 2019

Cammino del Pane

da Latisana a Muzzana

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sull’Iter Burdigalense

(Romea Strata Aquileiense)

ritrovo alle 6.15 a Latisana

davanti al Duomo di San Giovanni Battista

partenza alle 6.30

a Piedi da Latisana a Muzzana del Turgnano sull’antico Itinerarium Burdigalense, arrivo alle 10.30 a Muzzana per la S. Messa nella Chiesa di San Vitale Martire e per la festa del Pane.

…quando sente il profumo del pane

il pellegrino, che passa per la via,

va a vedere cosa succede!

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sulla strada antica, la Via Annia…

Oggi sta rinascendo come via Romea Aquileiense,

ma percorrendola verso est è ancora l’Itinerarium Burdigalense,

la più antica via documentata verso Gerusalemme

Sulle vie più antiche d’Europa

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quel giorno la Comunità di Muzzana offrirà il “Pane dei Beni Comuni” dai campi degli “usi civici”, il grano, la farina macinata a pietra e il pane profumato che sa di quella terra, dei suoi boschi di rovere, tra pianura, risorgive, la laguna e il mare. La comunità coltiva la sua terra per sè e per chi arriva, in modo sostenibile, recuperando la particolarità del luogo, la semplicità e l’accoglienza antica, come quella del cammino a piedi.

l’iscrizione è gratuita,

ognuno cammina con le sue motivazioni e la sua responsabilità,

in caso di maltempo il cammino si farà comunque.

amicidellhospitale@gmail.com  (M) 3288213473

*****

inoltre in autunno

sono programmati anche i seguenti cammini a piedi

Pellegrinaggio al Santuario di 

Muggia Vecchia  

5-6 ottobre 2019

Per informazioni e adesioni rivolgersi a: Marco (3470356623, marco.bregant@gmail.com)  

Muggia Vecchia 2019

 

e

Cammino di San Martino 2019

8-9-10 Novembre 2019

Per informazioni e adesioni rivolgersi a:  3288213473, amicidellhospitale@gmail.com

 

 

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LA VIA DI BACTRA

La Via di Bactra 2019

Gli Amici dell’Hospitale vi invitano al 

XXX° incontro sulla Via di San Tommaso

ALL’HOSPITALE DI SAN GIOVANNI DI GERUSALEMME

A SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

Domenica 18 Agosto 2019 dalle 17.30

LA VIA DI BACTRA

SULLA VIA DELLA SETA

Balkh, la “madre di tutte le città”

Incontro con lo scrittore e poeta

Fawad e Raufi

e altri inserimenti e contributi

Programma:

17.30 Fawad e Raufi: Storia, cultura, arte, mistica di una relazione antica tra occidente e oriente. Il punto di vista di Tamin Ansary, giornalista americano (lettura del suo comunicato).

Nel frattempo, nel pomeriggio, laboratorio per bambini costruzione di aquiloni (l’Afghanistan è il paese degli aquiloni) e altri giochi con la carta e con i colori.

19.45 Cena condivisa e autogestita (*).

20.30 Racconti e letture: di poesie e brani di Rahman Baba, Gialal al-din Rumi, Umar Khayyam, al-Hallaj e di testi di Monika Bulaj, Tamin Ansary, Emanuele Giordana. Se c’è tempo visione de “La Pietra Paziente” 2012 diretto da Atiq Rahimi.

(*) per la cena chi lo desidera può portare qualcosa della cucina vicino orientale, afghana e o altro da condividere insieme.

si Invita anche al concer

  Sabato 17 agosto 2019

Hospitale di S. Giovanni

ore 20.30

SONAIRES DE LA VAL ESTURO

in concerto a San Tomaso

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La Via di Padre Paolo 2019

Oggi 29-07-2019 sono sei anni dal rapimento di padre Paolo Dall’Oglio. Restiamo in attesa. Ovunque sia possa sentire tutta la grazia del Signore.

 

Venerdì 2  Agosto

dalle ore 17.30

e Sabato 3 Agosto dalle ore 9.00

incontro all’Hospitale di San Tomaso di Majano

la Via di Padre Paolo Dall’Oglio

per il Cammino di Abramo

giornata dedicata alla cultura araba siriana,

Con Viviana Schiavo, Elisabetta Bondavalli, Monica Diplotti, e altri ospiti.

(clicca)

Mar Musa -Mar Tuma 2019 

Info: amicidellhospitale@gmail.com

https://hospitalesangiovanni.wordpress.com/    cell. 328 821347

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Domenica 18 Agosto dalle ore 15.00

Incontro all’Hospitale di San Tomaso di Majano

 

La Via di Bactra

Aquiloni e poesie

segue invito

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Cammino di San Tommaso – Iraq 2019

https://photos.app.goo.gl/Eg1t7PZyzXwsjdsJA

 

 

Via di San Tommaso Iraq 21-07- 2019

Sulla via dell’apostolo Tommaso 2019

figura chiave tra cristianità orientale e occidentale

A Ninive, San Tommaso ritrovato

la chiesa più antica, sorta dove la tradizione ricorda la sosta dell’Apostolo e il suo viaggio a Oriente, dopo l’isis, è stata riconsacrata il 3 luglio 2019

 incontro con la comunità di Marango (Ve) con

 don Giorgio Scatto e Cristina Santinon

 da sei anni la comunità di Marango (Ve) porta aiuti alla Comunità

cristiana irachena, quella più antica che prega ancora nella lingua di Gesù.

Dopo l’Isis, ora, nonostante la ricostruzione, rischia di scomparire per sempre

21 Luglio 2019 Ore 17.45

 ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

amicidellhospitale@gmail.com  https://hospitalesangiovanni.wordpress.com/ cell. 328 8213473

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La via di Giulio

La verità per Giulio in parte è nota. Le indagini effettuate sulla spinta della forte richiesta di verità e giustizia hanno consentito di farsi un’idea di ciò che gli è successo. Non ci sono neanche le parole per raccontare l’orrore. Scambiato per una spia come molti altri è stato torturato a morte, più degli altri, per più di otto giorni. La mamma lo ha riconosciuto solo dalla punta del naso. La vita di un giovane vale poco da quelle parti. E dalle nostre parti?

Hanno provato ad accusarlo di ogni cosa, fino a dover ammettere, con le parole del procuratore generale della giustizia egiziano, che Giulio era veramente un autentico, speciale uomo di pace.

E’ il simbolo dei giovani (e non) che accettano la sfida di quel tratto di storia che li riguarda e la percorrono attraverso la formazione, la fiducia, la conoscenza, la relazione vicino e lontano, spinti dalla passione, dalla vita.  Se non possiamo parlare più di lui è una sconfitta per tutti. Non è l’unico, ma siamo sulla sua via e lui abbiamo incontrato. Non possiamo aspettare di commemorarlo tra vent’anni, è importante tener conto del suo cammino adesso.

Quali erano i suoi progetti? Diritti umani, cura sociale, incontro della diversità, dialogo interreligioso: questo sembra essere il Cammino di Giulio. È arrivato al superamento del “Noi e Loro”, ci ha provato a livello locale e poi internazionale, a vent’anni. Per questi progetti, in certi periodi della Storia, come questo, la vita da vivere non basta. Gli è stato chiesto di più. E il suo sacrificio non sarà sprecato, darà frutti, se la sua speranza non resterà in un cassetto, se verrà raccolta. Il suo cammino può proseguire. Il conto lo ha già pagato lui.

Non è l’unico, altri hanno sentito la vocazione a dedicarsi a qualsiasi costo nella direzione ostinata “verso l’Altro”, curiosi ed empatici, un’empatia priva di filtri e protezioni, in grado di immergersi completamente nel dolore altrui senza risparmiarsi. sapevano che dovevano capirlo fino in fondo quel dolore per poter poi essere davvero d’aiuto. Parliamo di Vittorio Arrigoni per esempio e di Padre Paolo Dall’Oglio. E’ una vocazione, la senti? O c’è o non c’è.

E quando vivi alla croce dei venti lo sai che può succedere, lo sai. Fine e inizio si sfiorano. La morte vale la vita.

 “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”. Mt 10.39

“Tu pensi di essere vivo, perché respiri? Non vivere senza Amore, così non ti sentirai morto. Muori per Amore e rimani in vita per sempre.”          Rumi (poeta afgano, XIII sec.)

Come dice papa Francesco, “il mondo dice beati i furbi, ma il Vangelo dice beati i puri di cuore. Questa via sembra portare alla sconfitta, ma i martiri portano la palma della vittoria: hanno vinto loro, non il mondo”.

La posta in gioco è alta, è quella finale, definitiva. Il superamento del “noi e loro” tra est e ovest, tra sud e nord, tra le religioni, le culture. Ha vinto la vita e l’amore oppure la paura. Ha vinto lui oppure ha vinto chi dice “restate in casa”. Potevano farlo anche tutti i martiri per la libertà, per l’uguaglianza, per il lavoro, per la conoscenza, per la speranza. Anche Giulio è martire per la civiltà e per la cura dell’altro.

La verità di Giulio? È la bellezza di essere autentici ed appassionati costruttori di ponti. E nessuno mai la potrà cambiare.

Giulio è diventato il simbolo mondiale di tanti ragazzi spariti nel nulla a causa della loro vocazione alla giustizia e all’uguaglianza. L’opera dei suoi genitori e il supporto della comunità hanno fatto la differenza. Per questo, proprio lui tra tanti. Perché è più comodo disincarnare i problemi del mondo e parlarne in generale, magari “al passato” aspettando qualche anno, in modo da ricavarne un’altra giornata della memoria. Invece i problemi del mondo sono fatti di persone di sangue che scorre adesso e per questo devono essere affrontati al presente superando la repulsione che abbiamo per la sofferenza e la miseria soprattutto quella scandalosa delle persone che ci sono giunte vicino che ci sfiorano come fantasmi, è difficile guardarle, ascoltare le storie, guarire le ferite. È più facile ma inutile parlarme in generale in termini geopolitici, storici. Ma è lì davanti a te! Oppure possiamo vivere comodamente in differita, attraverso il video una realtà disincarnata.

 

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