Aleppo 2017

Al di là degli aspetti geopolitici,

dopo 6 anni di guerra contro la popolazione siriana,

il racconto di chi ha vissuto per venti mesi l’assedio di Aleppo,

portando acqua alla popolazione tra bombe e macerie

PORTATORE D’ACQUA

NELL’ASSEDIO DI ALEPPO

 

MAURIZIO PESELJ

 

Geologo per la Croce Rossa Internazionale. Da anni cerca l’acqua in zone aride, nelle città bombardate, nei campi profughi. Ha lavorato anche in Afghanistan, Libano, Sudan, Kurdistan, Iraq

dialoga con

 

VALERIO PELLIZZARI

Giornalista e scrittore

 

21 Luglio 2017 Ore 20.30

ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

l’allegato: 

X – Aleppo Luglio 2017

 

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Il giorno di San Tommaso

Mosul: il miracolo della chiesa di San Tommaso, risparmiata dalle bombe dell’Isis

Jérémy André

È la più antica chiesa della città, si trova a due strade dalla moschea al-Nouri, distrutta. All’esterno non ha che “qualche graffio”, mentre l’interno è stato devastato durante l’occupazione. Le reliquie di san Tommaso erano state messe in salvo tre anni fa, quando la città cadde nelle mani dell’Isis. Per gentile concessione de L’Orient Le-Jour.

Mosul (AsiaNews) – È un miracolo. Il centro storico di Mosul è lacerato dagli attacchi, sfregiato dai proiettili, mutilato dagli esplosivi dello Stato islamico (Isis o Daesh). In questo paesaggio surreale, dove l’intreccio di pietre bianche e metallo nero ricorda la Guernica di Picasso, un edificio dalle pareti spesse non ha che qualche graffio: la chiesa di San Tommaso, la più antica della città, più vecchia di 12 secoli! Essa esiste almeno dalla fine dell’VIII secolo, ma è ritenuta molto più antica e sarebbe stata fondata nel luogo in cui sorgeva la casa dove l’apostolo d’Oriente visse durante il suo passaggio in città. L’interno è stato devastato dall’occupante che ne aveva fatto una base militare. Ma il monumento, la cui struttura risale almeno al XIII secolo, è sopravvissuto alla battaglia ed è stato liberato proprio nel giorno di San Tommaso.

la chiesa di Mar Tuma (san Tommaso) forse la più bella e antica dell’Iraq, avevano già tracciato i punti dove inserire le cariche poi il giorno di San Tommaso 2017 sono scappati via risparmiandola. Purtroppo invece sono stati distrutti importanti edifici di culto come la moschea del profeta Giona e quella di Nour al-Din.

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SAN TOMMASO 2017

per la festa di SAN TOMMASO APOSTOLO

07 Luglio 2017 Ore 20.30

Presso la Chiesa di San Giovanni 

a San Tomaso di Majano

L’apostolo che ha evangelizzato la Siria, la Persia e l’India.

San Tomaso, Concordia, Adriatico, Gerusalemme, Siria, Mesopotamia, Indopersia: la sua Via

SAN TOMMASO APOSTOLO

nei vangeli canonici, negli apocrifi e negli Atti

con

Mario Turello

Giornalista, critico letterario, saggista, studioso di testi biblici

allegatoIncontro con la parrocchia su San Tommaso

***

08 Luglio 2017 Ore 17.00

ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

nella direzione indicata da San Tommaso,

figura chiave, ponte tra cristianità orientale e occidentale

Incontro con la comunità Monastica di Marango (Ve) 

e con

 padre Jalal Yako

(da Qaraqosh, Erbil-Moshul, piana di Ninive -Iraq)

Fu l’ultimo a mettersi in salvo nella fuga del 2014

e tra i primi a tornare nel 2016 per 

 

LA RINASCITA DI QARAQOSH

Racconto di una fuga disperata, di un ritorno doloroso in atto, 

prove di rinascita, possibilità di aiuti.

 allegati: IX cammino 2017 Jalal

Nishtiman giornale 13 gio 2017

***

dalle ore 20.00 -21.00

sabato 08 Luglio 17

PREGHIERA NELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI

amicidellhospitale@gmail.com  https://hospitalesangiovanni.wordpress.com/ cell. M328 821347 – MT3407531392

mar tuma

Mosul (AsiaNews) – È un miracolo. Il centro storico di Mosul è lacerato dagli attacchi, sfregiato dai proiettili, mutilato dagli esplosivi dello Stato islamico (Isis o Daesh). In questo paesaggio surreale, dove l’intreccio di pietre bianche e metallo nero ricorda la Guernica di Picasso, un edificio dalle pareti spesse non ha che qualche graffio: la chiesa di San Tommaso, la più antica della città, più vecchia di 12 secoli! Essa esiste almeno dalla fine dell’VIII secolo, ma è ritenuta molto più antica e sarebbe stata fondata nel luogo in cui sorgeva la casa dove l’apostolo d’Oriente visse durante il suo passaggio in città. L’interno è stato devastato dall’occupante che ne aveva fatto una base militare. Ma il monumento, la cui struttura risale almeno al XIII secolo, è sopravvissuto alla battaglia.

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IX CAMMINO DEL TAGLIAMENTO 2017

IX Cammino 

della Via del Tagliamento

per la prima volta ripercorriamo 

il ramo nord ovest della Via di Allemagna
da Maria Luggau in Austria a San Tomaso

dal 20 al 25 Giugno

Un cammino di essenzialità
che lascia spazio alla sorpresa, all’incontro, alla ricerca.

Così rinasce la Via di Allemagna verso Santiago e Roma,
e la possibilità della direzione antica, verso Gerusalemme e oltre,

Il percorso si snoda sulla via di Dobbiaco sulle tracce della devozione più antica nei confronti di San Martino di Tours (nato 1700 anni fa), in parte sulle tracce di Venanzio Fortunato che andò in cammino a metà del VI sec. proprio a Tours, con lunghi tratti in comune con il Cammino delle pievi e dell’antico Sentiero della Fede di Maria Luggau. 

E’ aperto a tutti, ognuno con i suoi dubbi e con le sue motivazioni,
dedicato soprattutto a chi deciderà all’ultimo…

L’iscrizione è gratuita

IX cammino 2017 e

inoltre

 Dal 29 giugno al 2 luglio si percorrerà la seconda parte del cammino del Tagliamento dall’Hospitale a Concordia – Marango (seguirà specifico programma)

***

In preparazione:

VIAGGIO ALL’EDEN

L’Afghanistan com’era prima.

 

 

Incontro con chi ha conosciuto l’Afghanistan prima del ’79. Mostra fotografica, si prega di aderire con fotografie e resoconti di viaggio in quell’area, antecedenti alla catastrofe, la ripresa del “Great Game”. Cerchiamo foto di come era prima per capire cos’era l’Afghanistan, e per farlo vedere anche a chi, nato laggiù dopo il 79, non ha mai potuto vedere quella terra senza guerra. 

ecco un’altra testimonianza:

http://www.boredpanda.com/afghanistan-1960-bill-podlich-photography/

Il professore universitario Dr. Bill Podlich si recò in Afghanistan nel 1967 con Margaret, sua moglie, e Jan e Peg, le figlie adolescenti. La ragione principale del viaggio era il desiderio del Dr. Podlich di diventare esperto di principi dell’educazione, un percorso formativo che completò presso il Teachers College di Kabul. Durante quel periodo il professore immortalò con la sua macchina fotografica le persone e le situazioni che ci raccontano quel periodo, pochi anni prima delle guerre che sconvolsero la vita di tutti i cittadini afghani. Pensando all’Afghanistan oggi non vengono in mente che immagini legate a distruzione e morte, prima portata dai Talebani e poi rincarata dalla “conquista democratica” delle truppe occidentali. Kabul e le altre città del paese non sono sempre state teatro di morte e distruzione, e negli anni ’60 questo era un luogo come tanti altri, indaffarato a risolvere piccoli problemi quotidiani. Al di fuori dell’istruzione superiore, Podlich era unfotografo dilettante molto prolifico e documentò l’esperienza della sua famiglia e della sua vita quotidiana a Kabul, rendendo evidente fotogramma dopo fotogramma un sereno ed idilliaco Afghanistan. Solo un decennio prima dell’invasione sovietica nel 1979, il dottor Podlich e la sua famiglia vissero l’esperienza di un paese fiorente e in via di modernizzazione. Queste immagini, del 1967-68, mostrano un netto contrasto con le scene di guerra associate all’Afghanistan di oggi. Il DR. Podlich documentò una terra liberale e uno stile di vita occidentalizzato. I ragazzi erano sorridenti, le ragazze andavano a scuola, le donne indossavano minigonne e le famiglie si godevano il calore del sole. Soltanto un decennio più tardi quelle persone avrebbero iniziato a vivere un incubo senza fine, che si protrae a tutt’oggi. Le ragazze afgane, così come i ragazzi venivano educati fino alle scuole superiori . Alle donne era dato pieno accesso all’università, così come agli uomini. 

 

una sarta nel suo laboratorio Kabul anni settanta

Sharing Tea & Music

Un gruppo di ragazzi beve tè e ascolta musica

Afghan High School Girls

Ragazze afghane tornano da scuola

Studentesse dell’Università ”Higher Teachers” di Kabul, dove Bill Podlich insegnò per due anni

  1. I giovani Afghani, nati e vissuti in guerra, potranno vedere il loro paese, com’era prima, con gli occhi di chi ci ha vissuto e di coloro che  lo hanno visitato prima del 79. Erano migliaia in viaggio a Oriente, Kabul, Katmandù, in fuga dall’Occidente, alla ricerca di un modello alternativo e antico, diversamente libero, in cui fedi diverse e spiritualità convivevano. Erano alla ricerca di un senso altro della vita e della comunità. Alcuni sono rimasti laggiù, altri sono tornati buddisti, induisti, sufi musulmani, altri cristiani orientali, melchiti, o grandi storici. Hanno conservato la memoria di com’erano il Pakistan e l’Afghanistan prima della guerra. Memoria di una natura straordinaria di deserti spettacolari, wadi, oasi con frutta di tutti i tipi e città di culture millenarie che aveva dato i natali a gente del tipo di Rumi Mevlana e Avicenna il maestro della medicina moderna, scienziati, filosofi, matematici, mistici, poeti. Città con mercati dove si incrociavano prodotti e idee sulle vie della seta e dell’incenso… Comunità dove l’accoglienza era sacra e l’incontro delle culture la regola. E ora possono restituire questa memoria anche ai giovani afgani e pakistani che non hanno mai potuto vedere i loro paesi in pace dal 79 in poi. La stessa cosa sarà più difficile per la Palestina giacché la sua Catastrofe ha già settant’anni e pochi ricordano com’era prima la Terra in pace.
  2. kabul

Entra in Afghanistan attraversando il confine iraniano nei pressi di Mashhad e dirigiti alla città di Herat, tappa della Via della Seta. Dopo qualche giorno prendi un aereo verso il nord-est. La realtà ha infatti il sopravvento: la precaria situazione politica in cui versa il paese e i problemi di sicurezza vi costringono a viaggiare in aereo. A Mazar-e Sharif scopri il luogo più sacro dell’Afghanistan, il Santuario di Hazrat Ali dalle cupole azzurre. Nelle vicinanze sorgono le rovine di Balkh, altrettanto suggestive, con i resti della cinta muraria e di antiche moschee. Nota un tempo come la ‘Madre delle Città’, è probabilmente il più antico insediamento del paese.

Di nuovo a bordo dell’autobus diretto a Kabul, lungo il tragitto osserva il paesaggio dove la pianura lascia gradualmente il posto ai monti dell’Hindu Kush. Lungo il Valico di Salang, la principale via di comunicazione tra l’Afghanistan del nord e quello del sud, le condizioni della strada sono migliori del solito, ma il traffico è intenso e caotico.

Godi le attrattive di Kabul, tra cui i giardini di Babur, sovrano moghul, i nove musei e la famosa Chicken Street, tappa clou dell’itinerario originale, dove ancora oggi si vendono i più disparati articoli artigianali: gioielli, tappeti, lapislazzuli e persino antichi moschetti. Abbandona Kabul a bordo di un taxi con cui raggiungerai il confine con il Pakistan, pronto ad abbandonare l’Afghanistan attraverso il Khyber Pass, porta di accesso al subcontinente indiano.

Hippies back in the 60's in Kabul.:

gli Hippy europei a Kabul negli anni settanta

l’acqua, il tempo, come nei ponti di Isfahan, attraversano i passi dell’uomo le sue riflessioni, i canto, le sue preghiere.

Baghe Babur – Kabul

Le mura di Balkh (distrutta da Gengis Khan) dove forse avuto lì la sua fase iniziale la storia indoiranica, l’antica civiltà dei Veda indiani, L’Induismo, il Buddismo e lo Zoroastrismo. La stessa storia meda e persiana. Gli arabi la chiamavano Umm al-Bilād o “Madre delle città” (cioè “metropoli”), a causa della sua antichità e della sua grandezza.La città era un tradizionale centro dello Zoroastrismo. Balkh è considerato il primo luogo in cui Zoroastro applicò la propria religione, nonché il luogo dove morì.  A Balkh nacquero Rumi detto Mevlana fondatore dei sufi dervisci mevlevi. Forse anche Avicenna era nato lì.

i resti dell’antica Balkh, la madre di tutte le città

Risultati immagini per balkh

Balkh, Afghanistan

Balkh

Balkh – Mazar as Sharif

Ghazni afghanistan The Citadel

Le rovine della città antica di Ghazny distrutta nella 1 Guerra anglo-afgana

Bamiyan, la statua distrutta dai Taliban

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partita di calcio

minareto di Jam

 

in Afghanistan

 

 INIZIATIVE GIA’ EFFETTUATE

A MADRISIO DI VARMO

Conferenza Madrisio 16-6-2017

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Internazionale su schiavitù in Russia

https://www.internazionale.it/video/2017/06/07/schiavitu-russia

 

 

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INCONTRO SUI CAMMINI E PRESENTAZIONE LIBRO – DOMENICA 4 GIUGNO

All’Hospitale di San Giovanni a San Tomaso di Majano

Alle Ore 17.00

 

INCONTRO SUI CAMMINI AQUILEIENSI

dieci anni di rinascita dei cammini in Friuli,

i racconti, le mappe e le guide, i prossimi cammini e i progetti 

 degli Amici del Cammino Celeste e del Cammino delle Pievi

degli Amici dell’Hospitale, della Via del Tagliamento, 

della Via di Alemagna e Aquileiense

Ore 19.00 circa

Tutti sono invitati a portare qualcosa da condividere per cena. 

 

e alle Ore 20.30

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“SUL TROI DI AQUILEE”

(sul Cammino Celeste)

di Christian Romanini

 Domenica 4 Giugno 2017

INVITO ALLEGATO

incontro cammini

***

In preparazione:

IX Cammino 

della Via del Tagliamento

per la prima volta ripercorriamo 

il ramo nord ovest della Via di Allemagna
da Maria Luggau in Austria a San Tomaso

dal 20 al 25 Giugno

Un cammino di essenzialità
che lascia spazio alla sorpresa, all’incontro, alla ricerca.

Così rinasce la Via di Allemagna verso Santiago e Roma,
e la possibilità della direzione antica, verso Gerusalemme e oltre,

Il percorso si snoda sulla via di Dobbiaco sulle tracce della devozione più antica nei confronti di San Martino di Tours (nato 1700 anni fa), in parte sulle tracce di Venanzio Fortunato che andò in cammino a metà del VI sec. proprio a Tours, con lunghi tratti in comune con il Cammino delle pievi e dell’antico Sentiero della Fede di Maria Luggau. 

E’ aperto a tutti, ognuno con i suoi dubbi e con le sue motivazioni,
dedicato soprattutto a chi deciderà all’ultimo…

L’iscrizione è gratuita

inoltre

 Dal 29 giugno al 2 luglio si percorrerà la seconda parte del cammino del Tagliamento dall’Hospitale a Concordia – Marango (seguirà specifico programma)

Nell’allegato tutti i dettagli:     IX cammino 2017 b

***

In preparazione:

VIAGGIO ALL’EDEN

L’Afghanistan com’era prima.

 

 

Incontro con chi ha conosciuto l’Afghanistan prima del ’79. Mostra fotografica, si prega di aderire con fotografie e resoconti di viaggio in quell’area, antecedenti alla catastrofe, la ripresa del “Great Game”. Cerchiamo foto di come era prima per capire cos’era l’Afghanistan, e per farlo vedere anche a chi, nato laggiù dopo il 79, non ha mai potuto vedere quella terra senza guerra. 

ecco un’altra testimonianza:

http://www.boredpanda.com/afghanistan-1960-bill-podlich-photography/

Il professore universitario Dr. Bill Podlich si recò in Afghanistan nel 1967 con Margaret, sua moglie, e Jan e Peg, le figlie adolescenti. La ragione principale del viaggio era il desiderio del Dr. Podlich di diventare esperto di principi dell’educazione, un percorso formativo che completò presso il Teachers College di Kabul. Durante quel periodo il professore immortalò con la sua macchina fotografica le persone e le situazioni che ci raccontano quel periodo, pochi anni prima delle guerre che sconvolsero la vita di tutti i cittadini afghani. Pensando all’Afghanistan oggi non vengono in mente che immagini legate a distruzione e morte, prima portata dai Talebani e poi rincarata dalla “conquista democratica” delle truppe occidentali. Kabul e le altre città del paese non sono sempre state teatro di morte e distruzione, e negli anni ’60 questo era un luogo come tanti altri, indaffarato a risolvere piccoli problemi quotidiani. Al di fuori dell’istruzione superiore, Podlich era unfotografo dilettante molto prolifico e documentò l’esperienza della sua famiglia e della sua vita quotidiana a Kabul, rendendo evidente fotogramma dopo fotogramma un sereno ed idilliaco Afghanistan. Solo un decennio prima dell’invasione sovietica nel 1979, il dottor Podlich e la sua famiglia vissero l’esperienza di un paese fiorente e in via di modernizzazione. Queste immagini, del 1967-68, mostrano un netto contrasto con le scene di guerra associate all’Afghanistan di oggi. Il DR. Podlich documentò una terra liberale e uno stile di vita occidentalizzato. I ragazzi erano sorridenti, le ragazze andavano a scuola, le donne indossavano minigonne e le famiglie si godevano il calore del sole. Soltanto un decennio più tardi quelle persone avrebbero iniziato a vivere un incubo senza fine, che si protrae a tutt’oggi. Le ragazze afgane, così come i ragazzi venivano educati fino alle scuole superiori . Alle donne era dato pieno accesso all’università, così come agli uomini. 

 

una sarta nel suo laboratorio Kabul anni settanta

Sharing Tea & Music

Un gruppo di ragazzi beve tè e ascolta musica

Afghan High School Girls

Ragazze afghane tornano da scuola

Studentesse dell’Università ”Higher Teachers” di Kabul, dove Bill Podlich insegnò per due anni

  1. I giovani Afghani, nati e vissuti in guerra, potranno vedere il loro paese, com’era prima, con gli occhi di chi ci ha vissuto e di coloro che  lo hanno visitato prima del 79. Erano migliaia in viaggio a Oriente, Kabul, Katmandù, in fuga dall’Occidente, alla ricerca di un modello alternativo e antico, diversamente libero, in cui fedi diverse e spiritualità convivevano. Erano alla ricerca di un senso altro della vita e della comunità. Alcuni sono rimasti laggiù, altri sono tornati buddisti, induisti, sufi musulmani, altri cristiani orientali, melchiti, o grandi storici. Hanno conservato la memoria di com’erano il Pakistan e l’Afghanistan prima della guerra. Memoria di una natura straordinaria di deserti spettacolari, wadi, oasi con frutta di tutti i tipi e città di culture millenarie che aveva dato i natali a gente del tipo di Rumi Mevlana e Avicenna il maestro della medicina moderna, scienziati, filosofi, matematici, mistici, poeti. Città con mercati dove si incrociavano prodotti e idee sulle vie della seta e dell’incenso… Comunità dove l’accoglienza era sacra e l’incontro delle culture la regola. E ora possono restituire questa memoria anche ai giovani afgani e pakistani che non hanno mai potuto vedere i loro paesi in pace dal 79 in poi. La stessa cosa sarà più difficile per la Palestina giacché la sua Catastrofe ha già settant’anni e pochi ricordano com’era prima la Terra in pace.
  2. kabul

Entra in Afghanistan attraversando il confine iraniano nei pressi di Mashhad e dirigiti alla città di Herat, tappa della Via della Seta. Dopo qualche giorno prendi un aereo verso il nord-est. La realtà ha infatti il sopravvento: la precaria situazione politica in cui versa il paese e i problemi di sicurezza vi costringono a viaggiare in aereo. A Mazar-e Sharif scopri il luogo più sacro dell’Afghanistan, il Santuario di Hazrat Ali dalle cupole azzurre. Nelle vicinanze sorgono le rovine di Balkh, altrettanto suggestive, con i resti della cinta muraria e di antiche moschee. Nota un tempo come la ‘Madre delle Città’, è probabilmente il più antico insediamento del paese.

Di nuovo a bordo dell’autobus diretto a Kabul, lungo il tragitto osserva il paesaggio dove la pianura lascia gradualmente il posto ai monti dell’Hindu Kush. Lungo il Valico di Salang, la principale via di comunicazione tra l’Afghanistan del nord e quello del sud, le condizioni della strada sono migliori del solito, ma il traffico è intenso e caotico.

Godi le attrattive di Kabul, tra cui i giardini di Babur, sovrano moghul, i nove musei e la famosa Chicken Street, tappa clou dell’itinerario originale, dove ancora oggi si vendono i più disparati articoli artigianali: gioielli, tappeti, lapislazzuli e persino antichi moschetti. Abbandona Kabul a bordo di un taxi con cui raggiungerai il confine con il Pakistan, pronto ad abbandonare l’Afghanistan attraverso il Khyber Pass, porta di accesso al subcontinente indiano.

Hippies back in the 60's in Kabul.:

gli Hippy europei a Kabul negli anni settanta

l’acqua, il tempo, come nei ponti di Isfahan, attraversano i passi dell’uomo le sue riflessioni, i canto, le sue preghiere.

Baghe Babur – Kabul

Le mura di Balkh (distrutta da Gengis Khan) dove forse avuto lì la sua fase iniziale la storia indoiranica, l’antica civiltà dei Veda indiani, L’Induismo, il Buddismo e lo Zoroastrismo. La stessa storia meda e persiana. Gli arabi la chiamavano Umm al-Bilād o “Madre delle città” (cioè “metropoli”), a causa della sua antichità e della sua grandezza.La città era un tradizionale centro dello Zoroastrismo. Balkh è considerato il primo luogo in cui Zoroastro applicò la propria religione, nonché il luogo dove morì.  A Balkh nacquero Rumi detto Mevlana fondatore dei sufi dervisci mevlevi. Forse anche Avicenna era nato lì.

i resti dell’antica Balkh, la madre di tutte le città

Risultati immagini per balkh

Balkh, Afghanistan

Balkh

Balkh – Mazar as Sharif

Ghazni afghanistan The Citadel

Le rovine della città antica di Ghazny distrutta nella 1 Guerra anglo-afgana

Bamiyan, la statua distrutta dai Taliban

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partita di calcio

minareto di Jam

 

in Afghanistan

 

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I KLEZ DE DOUZE

Chi sono?

I KLEZ DE DOUZE

Da dove vengono?

DALL’OCCITANIA, IL SUD DELLA FRANCIA, IN TOUR NELLA      

TERRA DELLE ORIGINI DEI PADRI E DEI NONNI

SUONANO MUSICA KLEZMER

ALL’HOSPITALE DI SAN GIOVANNI

GIOVEDI’ 25 MAGGIO ALLE ORE 20.45

 

Tutti i particolari nell’allegato…

 

Klez (1)

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