SIRIA 2017-3

VII INCONTRO SAN TOMASO

dedicato a padre Paolo Dall’Oglio

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Dalla copertina di “Collera e Luce” di Paolo Dall’Oglio (2013) foto scattata dall’autore alle macerie di una casa di Saraqeb (siria) qualche minuto dopo il bombardamento  di fine febbraio 2013, che qui ha ucciso una mamma con il suo bambino.

Sabato 25 Marzo 2017

dalle ore 16.30 alle 19.00

ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO (UD)

La Siria com’era, com’è

il momento della memoria è adesso

con 

Monica Diplotti 

insegnante, ha vissuto in Siria e si è dedicata, fin dall’inizio della crisi, all’informazione e alla raccolta di aiuti con l’Associazione “Insieme si può fare” ed altre associazioni

e

 Camilla Cojaniz

archeologa, ha scavato in Siria per anni, nel sito di Tell Mishrife/Qatna,  dall’Agosto 2006 all’Ottobre 2008, attiva anche lei nell’organizzazione di eventi pro Siria.

 

Un percorso nella storia antica della Siria,

com’era prima della guerra, cosa conservava di importante,

nella testimonianza di chi ci ha vissuto e l’ha studiata.

Come siamo arrivati a questo punto?

Un aggiornamento della situazione.

L’olocausto è in corso

e il momento della memoria è già adesso.

tutti sono invitati anche solo per un saluto

leggere il programma allegato

Siria 2017-03

inoltre,

l’8 Aprile 2017

IL CAMMINO DELLE PALME

cammino a piedi da Muzzana ad Aquileia,

sull’antico Iter Burdigalense 

(seguirà a breve l’avviso)

Come nel 2016 la vigilia delle Palme si giunge alla Basilica di Aquileia, al suo antico Sansepolcro. Il cammino poi proseguirà fino a Fiumicello.

Seguiranno altri incontri sul Cammino di San Tomaso (da definire):

il

VIAGGIO IN AFGHANISTAN

(tra maggio e giugno):

l’Afghanistan com’era prima del 78, prima delle guerre nella memoria degli italiani che lo hanno visitato (si può partecipare con testimonianze e studi)

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Prossimi incontri e cammini

  1. L’Hospitale è aperto ogni domenica dalle 15 alle 18. E’ aperto anche il sabato e durante la settimana ma per le visite è preferibile telefonare prima (cell 328-8213473 – amicidellhospitale@gmail.com).

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    il mosaico di san Tommaso appena rinvenuto nella Basilica della Natività.

  2. 24 Marzo 

    alla “Dimora del Bardo” a Pecolle di Nimis

    incontro  con gli Amici dell’Hospitale

    Le più antiche vie di Gerusalemme si incontrano in terra friulana. 

    Vie che raccontano una storia inedita di relazioni ancora necessarie. La storia più sicura non è quella degli eventi (spesso depistata dalla politica di ogni tempo) ma  sembra essere quella delle tradizioni che ha sempre cercato di salvare il senso importante della storia nascondendolo nell’arte nei racconti. E’ la storia della speranza dell’uomo e delle sue comunità. Storie di tradizioni diverse che sono state protette, hanno lasciato tracce ovunque, su radici e rami che corrono lontani nel tempo e nello spazio, e nei libri iniziali di ogni civiltà. Le vie dei camini sono le linee fisiche di quella storia e passano davanti a ciascuno. Seguono i solchi nel paesaggio antico, i siti storici  artistici che svelano relazioni che non hanno confini.

    Cammino di incontro come metodo di ricerca, come costituzione, come modalità per procedere in ogni campo anche restando fermi. Rinascono le vie, le prospettive, le relazioni, la consapevolezza di esserne parte.

  3.  03 Aprile presso la Liberetà di Udine si svolgerà l’incontro Il Cammino d’incontro verso Occidente, La Via di San Martino, primo cammino europeo. A cura di Amici dell’Hospitale.
  4. 8 Aprile IL CAMMINO DELLE PALME come l’anno scorso percorreremo a piedi la vigilia delle Palme il cammino da Muzzana a Carlino, lungo la laguna fino ad Aquileia a trovare il Santo Sepolcro (XI sec.) della Basilica di Aquileia. Il cammino proseguirà fino a Fiumicello, da Giulio.20160319_125731_HDR[2]  
  5. 05 Maggio In Libreria ad Albignasego (PD) Presentazione della Guida sulla Via di Allemagna, il Cammino a piedi sulle Antiche Vie di Pellegrinaggio, a cura di amici dell’Hospitale

In preparazione:

  1. VIAGGIO ALL’EDEN

    L’Afghanistan com’era prima.

    Incontro con chi ha conosciuto l’Afghanistan prima del ’79. Mostra fotografica, si prega di aderire con fotografie e resoconti di viaggio in quell’area, antecedenti alla catastrofe, la ripresa del “Great Game”. Cerchiamo foto di come era prima per capire cos’era l’Afghanistan, e per farlo vedere anche a chi, nato laggiù dopo il 79, non ha mai potuto vedere quella terra senza guerra. 

    I giovani Afghani, nati e vissuti in guerra, , potranno vedere il loro paese, com’era prima, con gli occhi di chi ci ha vissuto e di coloro che  lo hanno visitato prima del 79. Erano migliaia in viaggio a Oriente, Kabul, Katmandù, in fuga dall’Occidente, alla ricerca di un modello alternativo e antico, diversamente libero, in cui fedi diverse e spiritualità convivevano. Erano alla ricerca di un senso altro della vita e della comunità. Alcuni sono rimasti laggiù, altri sono tornati buddisti, induisti, sufi musulmani, altri cristiani orientali, melchiti, o grandi storici. Hanno conservato la memoria di com’erano il Pakistan e l’Afghanistan prima della guerra. Memoria di una natura straordinaria di deserti spettacolari, wadi, oasi con frutta di tutti i tipi e città di culture millenarie che aveva dato i natali a gente del tipo di Rumi Mevlana e Avicenna il maestro della medicina moderna, scienziati, filosofi, matematici, mistici, poeti. Città con mercati dove si incrociavano prodotti e idee sulle vie della seta e dell’incenso… Comunità dove l’accoglienza era sacra e l’incontro delle culture la regola. E ora possono restituire questa memoria anche ai giovani afgani e pakistani che non hanno mai potuto vedere i loro paesi in pace dal 79 in poi. La stessa cosa sarà più difficile per la Palestina giacché la sua Catastrofe ha già settant’anni e pochi ricordano com’era prima la Terra in pace. kabul

Entra in Afghanistan attraversando il confine iraniano nei pressi di Mashhad e dirigiti alla città di Herat, tappa della Via della Seta. Dopo qualche giorno prendi un aereo verso il nord-est. La realtà ha infatti il sopravvento: la precaria situazione politica in cui versa il paese e i problemi di sicurezza vi costringono a viaggiare in aereo. A Mazar-e Sharif scopri il luogo più sacro dell’Afghanistan, il Santuario di Hazrat Ali dalle cupole azzurre. Nelle vicinanze sorgono le rovine di Balkh, altrettanto suggestive, con i resti della cinta muraria e di antiche moschee. Nota un tempo come la ‘Madre delle Città’, è probabilmente il più antico insediamento del paese.

Di nuovo a bordo dell’autobus diretto a Kabul, lungo il tragitto osserva il paesaggio dove la pianura lascia gradualmente il posto ai monti dell’Hindu Kush. Lungo il Valico di Salang, la principale via di comunicazione tra l’Afghanistan del nord e quello del sud, le condizioni della strada sono migliori del solito, ma il traffico è intenso e caotico.

Godi le attrattive di Kabul, tra cui i giardini di Babur, sovrano moghul, i nove musei e la famosa Chicken Street, tappa clou dell’itinerario originale, dove ancora oggi si vendono i più disparati articoli artigianali: gioielli, tappeti, lapislazzuli e persino antichi moschetti. Abbandona Kabul a bordo di un taxi con cui raggiungerai il confine con il Pakistan, pronto ad abbandonare l’Afghanistan attraverso il Khyber Pass, porta di accesso al subcontinente indiano.

Baghe Babur – Kabul

Le mura di Balkh (distrutta da Gengis Khan) dove forse avuto lì la sua fase iniziale la storia indoiranica, l’antica civiltà dei Veda indiani, L’Induismo, il Buddismo e lo Zoroastrismo. La stessa storia meda e persiana. Gli arabi la chiamavano Umm al-Bilād o “Madre delle città” (cioè “metropoli”), a causa della sua antichità e della sua grandezza.La città era un tradizionale centro dello Zoroastrismo. Balkh è considerato il primo luogo in cui Zoroastro applicò la propria religione, nonché il luogo dove morì.  A Balkh nacquero Rumi detto Mevlana fondatore dei sufi dervisci mevlevi. Forse anche Avicenna era nato lì.

i resti dell’antica Balkh, la madre di tutte le città

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 Balkh, Afghanistan

Balkh

Balkh – Mazar as Sharif

Ghazni afghanistan The Citadel

Le rovine della città antica di Ghazny distrutta nella 1 Guerra anglo-afgana

Bamiyan, la statua distrutta dai Taliban

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partita di calcio

minareto di Jam

in Afghanistan

Incontri già effettuati:

  1. Mostra Fotografica sui cammini a San Daniele del Friuli. Inaugurazione Museo del Territorio di San Daniele D.F. il 10 Marzo.
  2. il 25 Febbraio inaugurazione della mostra fotografica Caesar a Udine c/o centro Tina Modotti (vedi art. precedente).
  3. 4 Marzo ore 9-10 Visita all’Hospitale organizzata dal Circolo Mario Fain e Associazione Scussons di Romans d’Isonzo. Vedi allegato: gita_s-daniele-3_17 
  4. 4 Marzo – Corso di Formazione Generale Servizio Civile Nazionale -Venzone 2017-1, Ore 11.30 “L’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme a San Tomaso di Majano e la sua antica Via.” Gratuità e Cammino, una soluzione antica e rivoluzionaria per la relazione individuale, di comunità e di civiltà. Associazione “Amici dell’Hospitale”
  5. 13 Marzo presso la Liberetà di Udine si svolgerà l’incontro  Il cammino d’incontro verso Gerusalemme: La Via di Alemagna, l’Iter Burdigalense, la Via di San Tomaso. Le più antiche vie di Gerusalemme si incontrano in terra friulana. A cura di Amici dell’Hospitale.
  6. 17-18-19 marzo Stati Generali dei Cammini a San Daniele del Friuli all’auditorium alla Fratta il 17 e 18 mattina, all’Hospitale il 18 pomeriggio e in Biblioteca Guarneriana a San Daniele il 19 mattina.

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Caesar Mostra Fotografica a Udine

  dal 25 Febbraio al 4 Marzo 2017 
Galleria Tina Modotti Udine
“Nome in codice: Caesar- 
detenuti siriani vittime di tortura”

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Celestina e Claudio

 …è stata una prova estrema. Poteva durare pochi secondi, minuti, o un tempo infinito come sette anni.

Non  si può capire come funzionano le linee del destino, perchè qualche volta scartano di lato, sembrano precipitare…

 La preghiera e l’assistenza continue tra le mura di casa. Il ritiro assoluto.  Il ritorno è stato diverso da quello che si desiderava.

Ha costruito una pietra di appoggio per la famiglia e tutta la comunità.

…se l’amore prevale, può inghiottire anche la morte.

E tutto il resto, nel frattempo, se non sa di quello, cosa è valso? il nostro parlare, costruire e andare è stato vano.

A Celestina, a Claudio e alla famiglia, l’abbraccio e la preghiera degli Amici dell’Hospitale

“Questa notte non è più notte davanti a Te: il buio come luce risplende”

LA NAVE

Me ne sto sulla riva del mare, una nave apre le vele alla brezza del mattino
e parte per l’oceano.
E’ uno spettacolo di rara bellezza
e io rimango ad ossservarla fino a che svanisce all’orizzonte
e qualcuno accanto a me dice: “E’ andata!”.
Andata! Dove? E’ sparita dalla mia vista: questo è tutto.
Nei suoi alberi, nella carena e nei pennoni essa è ancora grande come quando la vedevo,
e come allora è in grado di portare a destinazione il suo carico di esseri viventi.
Che le sue misure si riducano fino a sparire del tutto è qualcosa che riguarda me, non lei,
e proprio nel momento in cui qualcuno accanto a me dice: “E’ andata!”

Ci sono altri che stanno scrutando il suo arrivo,
e altri voci levano un grido di gioia: “Eccola che arriva!”.
E questo è il morire.

(Bishop Brent)

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IL PIANISTA DI YARMUK

http://video.repubblica.it/edizione/firenze/siria-il-pianista-di-damasco-contro-trump-il-muro-chi-fa-le-guerre-dovrebbe-accoglierci-tutti/266836/267213

Tutti mi chiedono “che fine ha fatto il piano?” è distrutto come tutto in Siria abbiamo tanti bambini che suonavano con me e sono stati uccisi altri sono morti in mare. Per me è importante che le persone capiscano la situazione siriana non il Piano perchè non mi chiedono degli esseri umani? Europa, Turchia, Usa, Arabia Saudita, Russia, smettano di combattersi in Siria e accolgano i rifugiati.

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venerdì 3 febbraio

presso il Teatro Palamostre

al concerto di Aeham Ahmad

Da martedì la biglietteria sarà aperta per tutti.

ormai noto in tutto il mondo come “il leggendario pianista di Yarmuk”, campo profughi palestinese alle porte di Damasco (Siria) in cui sulle rovine dei borghi vivono circa 18.000 persone e dove attualmente spadroneggiano i jihadisti di Al Qaeda e dello Stato Islamico.

Aeham, nonostante la fame e l’assedio ha continuato a suonare il suo piano tra le macerie per i bambini e i ragazzi, donne e anziani vestiti di stracci e denutriti che cercavano nelle sue note un momento di normalità e speranza.

Non si è fermato neppure quando lo Stato Islamico gli ha bruciato il suo pianoforte. Lui è rifugiato 2 volte, la sua famiglia è profuga da 70 anni dal 1948, cacciati dalla Palestina e rifugiati nel Campo di Yarnuk in Siria, campo che come gli altri negli ultimi anni sono stati assaltati ripetutamente dall’IS. Aeham è riuscito a scappare, ha preso la Via Balcanica e ora è qui. Ha cominciato a scappare 70 anni fa, prima di nascere.

Non possiamo immaginare cosa hanno subito…. Andiamo a trovarlo

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Zeina Hashem Beck, la poetessa libanese, gli ha dedicato i suoi versi:

“Suonaci una musica che parli di briciole di pane, uomo triste, suonaci una nota per il sonno, un’altra per gli uccellini degli alberi mangiati dai bambini per fame…

Qui non ci sono sale da concerti, solo dita intirizzite, cani scheletrici.

Perciò inventa un’allegra canzone araba, affinché possiamo morire, come gli uccellini che abbiamo mangiato, cantando, cantando”.

Con il motto “la musica non ferma la guerra ma smuove le coscienze e regala speranza”,

Aeham è attualmente in tournee in tutto il mondo per diffondere il messaggio di pace.

siria

Comitato Manifestazione Udine for Syria, Stop the War

Ospiti in Arrivo ONLUS

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La fiammella di Alma

Alma ci ha passato la sua fiammella

Ha ridato vita e amore a Nino tornato da Dachau. Ha salvato per un soffio una piccola fiammella di pace. Che ci tiene insieme, che cercheremo di seguire e di non spegnere. Amici dell’Hospitale.

Grazie Alma.

 

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a Padre Paolo

a tre anni e mezzo dal suo rapimento, con gli Amici di Mar Musa condividiamo questa preghiera dedicata a lui

Salmo 119, Nun

105 Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.
106 Ho giurato, e lo confermo, di custodire i tuoi precetti di giustizia.
107 Sono stanco di soffrire, Signore, dammi vita secondo la tua parola.
108 Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, insegnami i tuoi giudizi.
109 La mia vita è sempre in pericolo, ma non dimentico la tua legge.
110 Gli empi mi hanno teso i loro lacci, ma non ho deviato dai tuoi precetti.
111 Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore.
112 Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, in essi è la mia ricompensa per sempre.

Psaume 119, Nun

105 Une lampe sur mes pas, ta parole, une lumière sur ma route.

106 J’ai juré d’observer, et je tiendrai, tes justes jugements.

107 Je suis au fond de la misère, Seigneur, vivifie-moi selon ta parole.

108 Agrée l’offrande de ma bouche, Seigneur, apprends-moi tes jugements.

109 Mon âme à tout moment entre mes mains,  je n’oublie pas ta loi.

110 Que les impies me tendent un piège, je ne dévie pas de tes préceptes.

111 Ton témoignage est à jamais mon héritage, il est la joie de mon cœur.

112 J’infléchis mon cœur à faire tes volontés, récompense pour toujours.
Psalm 119, Nun

105 Your word is a lamp to my feet and a light to my path.
106 I have sworn an oath and confirmed it, to keep your righteous rules.
107 I am severely afflicted;    give me life, O Lord, according to your word!
108 Accept my freewill offerings of praise, O Lord,    and teach me your rules.
109 I hold my life in my hand continually,    but I do not forget your law.
110 The wicked have laid a snare for me,    but I do not stray from your precepts.
111 Your testimonies are my heritage forever,    for they are the joy of my heart.
112 I incline my heart to perform your statutes    forever, to the end.

مزمور ١١٩ ، نون

١٠٥سِرَاجٌ لِرِجْلِي كَلَامُكَ وَنُورٌ لِسَبِيلِي.

١٠٦حَلَفْتُ فَأَبِرُّهُ، أَنْ أَحْفَظَ أَحْكَامَ بِرِّكَ.

١٠٧تَذَلَّلْتُ إِلَى ٱلْغَايَةِ. يَارَبُّ، أَحْيِنِي حَسَبَ كَلَامِكَ.

١٠٨ٱرْتَضِ بِمَنْدُوبَاتِ فَمِي يَارَبُّ، وَأَحْكَامَكَ عَلِّمْنِي.

١٠٩نَفْسِي دَائِمًا فِي كَفِّي، أَمَّا شَرِيعَتُكَ فَلَمْ أَنْسَهَا.

١١٠ٱلْأَشْرَارُ وَضَعُوا لِي فَخًّا، أَمَّا وَصَايَاكَ فَلَمْ أَضِلَّ عَنْهَا.

١١١وَرِثْتُ شَهَادَاتِكَ إِلَى ٱلدَّهْرِ، لِأَنَّهَا هِيَ بَهْجَةُ قَلْبِي.

١١۲عَطَفْتُ قَلْبِي لِأَصْنَعَ فَرَائِضَكَ إِلَى ٱلدَّهْرِ إِلَى ٱلنِّهَايَةِ.

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