Buon Natale amici

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San Tomaso ci spinge ad andare a vedere di persona, a coprire la parte di conoscenza che spetta all’uomo per arrivare fino al limite, a sfiorare con il dito… ma poi se non ti fidi non vedi comunque. Il percorso umano certo è necessario… la conoscenza e la contemplazione … ma c’è più miracolo e amore in un solo atomo semplice e nella relazione delle sue parti che in tutta la nostra capacità di comprendere, ogni atomo é infinitamente più grande delle parti che lo compongono e cioè è essenzialmente relazione, armonia perfetta, cioè amore. L’amore che genera continuamente tutte le cose, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, e le mette in relazione perfetta: è Padre e Madre e l’atomo è suo figlio ed ogni cellula, e ognuno di noi, lo è. Quell’atomo, la sua elementare armonia sa tutto dell’amore di cui fa parte e che lo ha originato. E noi?
> > > L’uomo può scoprire questo amore in ogni cosa, contemplarlo e scoprire di esserne costituito. E quell’amore è sempre dentro di noi, con noi quando le cose vanno bene e anche quando vanno malissimo, perché l’esito  non è garantito, così come la pace e la vita, ma l’amore, quello sì. E’la sua Misericordia. E forse si sente di più nella disperazione e meno nel momento in cui ti sembra di essere autosufficiente e non ti manca niente perché ti sei comprato tutto quello che ti serviva o sai di poterlo fare in ogni momento. Soprattutto si può intravederlo e sperimentarlo nella libertà dell’incontro con il prossimo. La relazione con lo straniero, se lo hai accolto, e “…amate anche i vostri nemici…“, sono il primo passaggio stretto e poi ce ne sono altri sempre più stretti, la cruna… non ce la puoi fare … “ma quella è la tua porta ed era destinata a te“. E tutto l’amore dell’Universo è in relazione con te e ti guarda e incrocia le dita mentre guardi la porta, rinunci o ci riprovi?
Nel Natale, quella volta e per sempre, l’amore creatore e creatrice del Padre trova spazio, nasce  “nulla più che un Bambino”,  abbraccia questa volta fisicamente l’uomo, prova la sua precarietà, entra nella sua storia e la cambia tracciando un cammino che passa dentro la sofferenza, non la evita, ci si sfrega contro, ci passa attraverso: è una relazione di Misericordia che indica la Via, la Verità, il senso della Vita. Una relazione che non fa in tempo a invecchiare, ma per essere deve rinascere continuamente e poi ancora, sempre nuova come petali che fioriscono continuamente, per te e attraverso te perché Lui ama farsi vedere indirettamente attraverso le nostre relazioni reciproche come dice Padre Paolo “si incarna in te per incontrare me e in me per incontrare te”, che sei qui davanti ora e dall’altra parte del Mediterraneo.

Nei cieli c’era un grande vuoto, come un grande buco, era deserto, e gli angeli avevano freddo…

Ma adesso…

 Buon Natale dagli Amici dell’Hospitale

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