Buon Natale e cammino dell’Inizio

Cammino dell’inizio San Tomaso 2018

Beit Shaur

non molto lontano da qui c’è chi sta molto peggio di noi… o forse è più vicino al Signore

Ti mando una foto molto cara…. dove mi sono messo a pregare attendendo la santa messa della notte. Il luogo è veramente magico

                                                              Fra’ Diego

Romitorio del Getsemani – Jerusalem, Palestina, Israel.

 

 

PARLA GIUSEPPE

(… mentre cercava un’ostetrica ebrea nella regione di Betlemme)

“Io, Giuseppe, camminavo e non camminavo. Guardai nell’aria e vidi l’aria colpita da stupore; guardai verso la volta del cielo e la vidi ferma, e immobili gli uccelli del cielo; guardai sulla terra e vidi (…) i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. [3] Ecco delle pecore spinte innanzi che invece stavano ferme: il pastore alzò la mano per percuoterle, ma la sua mano restò per aria. Guardai la corrente del fiume e vidi le bocche dei capretti poggiate sull’acqua, ma non bevevano. Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso”.

Protovangelo di Giacomo (II-IV sec.)

dagli Amici dell’Hospitale

Buon Natale 

di pace, di libertà e di cura reciproca

e l’invito al

CAMMINO DELL’INIZIO 2017-18

cammino inizio 17-18 (clicca)

La notte di San Silvestro


ci vediamo all’Hospitale di san Giovanni, il nostro “altrove”

a San Tomaso di Majano, per questo nuovo inizio

nella semplicità e nell’accoglienza reciproca dell’Hospitale

dedicato a Padre Paolo Dall’Oglio 

il 31-12-2017 alle ore 20.00

Alle ore 20.30 partenza per il cammino a piedi, notturno (circa due ore in tutto), sui colli di San Tomaso, fino ai Prâts da Mont e ritorno per la S. Messa di fine anno, alle ore 22.30.

Dopo la Messa, brindisi e auguri per il passaggio al 2018

a tutti Buon Natale e Buon Inizio
dagli Amici dell’Hospitale

Il cammino dell’Inizio è il passaggio notturno sui colli, dal mondo che finisce al mondo che inizia, come i pastori di Beit Shaur scesero le montagne, quella notte, verso Betlemme in Palestina, dove l’impensabile stava accadendo. Questo cammino si svolge dal 2012 ed è nato sulla scia del Cammino della Pace di Zuglio.

 

La riflessione di Padre Leone

Mi si chiede di scrivere ‘parole vere’, poche ma ‘vere’ per l’evento del Natale 2017.
Si usa spesso, anche nelle prediche, questo aggettivo e il suo avverbio: rafforzando l’impressione che il nostro linguaggio sia sostanzialmente una forma di falsità e nasconda sempre quanto invece andrebbe detto.
O forse, e meglio, l’impressione che la verità abiti un po’ più lontano dalle parole che usiamo.

Ci sono parole che non prendiamo in prestito e che ripetiamo tremando, sempre increduli, di quella incredulità che nasce dalla meraviglia, dall’impossibile che si rende possibile e che porta Dio a casa nostra.
Altrimenti che impossibile sarebbe!

Forse occorre fermarsi, arrestarsi, con la volontà di inchiodarle alle pareti del cuore, della memoria; nello scrigno delle convinzioni profonde, lì dove depositiamo leggermente i volti di chi amiamo o abbiamo amato, le esperienze di fuoco che ogni tanto ci sono concesse, così forti che chiedono di lasciare traccia, di venire incise.
Sì, noi facciamo tante cose, diciamo tante cose, guadagniamo tanti meriti e riconoscimenti: ma il meglio di noi che ci é stato dato, continua a esserci dato, vieni da fuori, è grazia.

Per questo piacciono Zaccaria, Elisabetta, Simeone e Anna, i pastori, i magi, Giuseppe e Maria, la Vergine-Madre; persone attraverso le quali si esprime la grazia di una presenza impossibile ma vera: il presepio.
Mentre sopra di noi, nella notte, i cieli si riempiono del canto degli angeli e la terra si riempie di pace, nascostamente in quella notte,- ma anche ora, perchè é la Vergine che concepisce il Figlio, é Dio che prende casa fra noi é, la salvezza che illumina la notte.

Parole piene, gravide, quelle di Luca nei primi due capitoli di Vangelo…
Pellegrini, prendete la bisaccia e il bastone e andiamo anche noi a Betlemme, a vedere quello che il cielo ci ha fatto conoscere.
Non lasciamo che quel Bambino nasca al mondo senza desiderio di adorarlo, senza cogliere la pienezza di Grazia su grazia che Egli è venuto a spargere.
Cerchiamo anche noi Colui che é nato, Colui che ci é stato dato, ma che ormai é qui, ovunque: la sua misura coincide con la misura di ogni uomo, più comodo se é povero, svuotato di sé, definito dal suo desiderio. Dalla sua attesa.

“Concepirai un Figlio, lo darai alla luce, lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo”
‘Benedetto il frutto del tuo grembo e benedetta te che hai creduto’
‘Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo … Sole che viene a visitarci sorgendo dall’alto per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte’
‘Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia’
‘Il Verbo si é fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria di unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità’.

Queste cose accadono nella notte, quando gli uomini dormono, quando il silenzio invade la terra.
E’ in questa situazione che Dio viene tra noi, come un bambino che si perde nel nostro buio.

padre Leone Tagliaferro

La riflessione di don Giorgio Scatto – Comunità di Marango

Un augurio per un Santo Natale da tutti noi della comunità di Marango!
Questo è il nostro presepe con quel che resta di statue e statuine provenienti dall’Iraq.E’ stato composto dalle nostre amiche di Casa Madia di Bergamo.Di seguito la descrizione.
Cominciamo da una grotta, da qualcuno come Maria che docilmente sa dire Si’, che ha voglia di fare casa e metter su famiglia…
I colori del presepe: il sabbia come  la terra da cui veniamo e di cui ci nutriamo,  il rosso per dire l’ umanita’ ferita, umiliata, avvelenata dal male che pero’ porta gia’ in se’ la promessa dell’ oro di Dio e infine l’ azzurro ci ricorda il cielo che ci abbraccia con la sua luce carica del desiderio di pace.
Vicino alla culla che ospita il bambino di Nazareth, tante culle vuote per dire che l’ incarnazione e’ possibile ovunque e in ogni tempo.
Ci sono pastori e magi, vengono da diverse strade ma tutti si incamminano sui cocci della loro vita…partiamo da dove siamo, dalle nostre piccole e singolari storie segnate da continuita’ e interruzioni..
A vegliare il volto di Maria che con la sua dolcezza scolpita dalla storia e’ custode di pietas verso ogni vita che si mette in cammino.                           Ad avvolgere il presepe elementi naturali perche’ siamo parte di un cosmo, di una creazione che respira all’ unisono…tutto si predispone ad accogliere la rivelazione del Natale.
Infine una scritta:  Qaraqosh-Iraq perche’ Dio si incarna in ogni storia anche nel dramma piu’ profondo e continua ad essere promessa di vita nuova, piccola luce che non smette di ardere.
Un presepe a cielo aperto   che ci chiama a uscire dalle nostre certezze e abitudini per lasciarci incontrare dal mistero.

don Giorgio Scatto- comunità di Marango

 

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