La Croce e il Pastore

E’ bella la metafora della ruota con perno e raggi. Raggi tutti uguali e diversi, di orientamenti diversi, tutti necessari anche quelli dell’altra parte del mondo. E se sei interessato al prossimo e al raggio diverso, meglio se quello opposto, devi passare attraverso il perno che è unico. E per scoprire il perno devi incontrare gli altri raggi anche quelli opposti. Bella anche “la porta” di Kafka, quella porta dove nessuno riesce ad entrare, nessuno entra perché quella é era la tua porta, era riservata a te. Ognuno ha la sua porta la sua cruna. ma la relazione, è il motivo per entrare, l’interesse la cura per l’altro, e l'”Altro”, è il principio e la modalità  creativa, il fine. E poi i raggi non sono attaccati se non attraverso il perno, hanno una piccola distanza quasi uguale verso tutti, la distanza che consente la relazione.
Condivido questa lettera di Fiorella Dallari sulla Storia della Croce
La croce è la scialuppa attraverso la quale l’uomo procede secondo sant’Agostino, nella terza navigazione, dopo aver vissuto spinto dal vento della vita (1° navig.ne) dopo aver remato (2° navigazione – secondo Platone) nel periodo di bonaccia per trovare il senso di procedere nel viaggio, verso dove. La terza navigazione è quella che trova la via la verità e la vita e attraverso la croce. La croce dà le direzioni (vedi Floramo, più oltre)
Ma la Croce è il frutto della storia, della relazione, di quell’incontro. Ci sono altre visioni o metafore vie, per procedere e che convergono e si intrecciano e conducono alla stessa via che sarà sempre d’amore e universale cioè per tutti e per ciascuna diversità, tutte necessarie. Più antica della croce è la metafora del buon Pastore rappresentata nei mosaici paleocristiani Aquileia, realizzati nei primi anni ’20 del IV sec., dove la croce non c’è ancora. La Croce venne assunta negli anni successivi. La particolare croce di Aquileia si può trovare rappresentata nei plutei e mosaici palestinesi nel Neghev da Nessana a Sobata a Gaza, tra la metà del IV e l’inizio del V sec. Nei mosaici di Aquileia e Concordia e Invillino le croci sono ancora dissimulate in geometrie simmetriche con gemme, segni viventi di fioriture incipienti anche dalle svastiche indopersiane di Concordia e della sud Halle di Aquileia. Il Buon Pastore invece è nell’Aula sud della Basilica, l’aula dei catecumeni che iniziavano il percorso di conoscenza che avrebbe portato al battesimo.

 

sentiamo don Luciano da Santa Maria Assunta
sul Buon Pastore
Gv 10,1-10

Angelo Floramo a proposito del pellegrinaggio medievale e della croce come simbolo, mappa del cammino vitale:

Angelo Floramo pellegrinaggio medievale – croce simbolo mappa cammino vitale

Il moto nella sua raffigurazione topografica diventa proiezione della croce, il tau divide la terra in tre Gerusalemme è al centro. Non c’è differenza tra macrocosmo e microcosmo, corpo umano è piccolo mondo in miniatura. La volta celeste, il cielo, la scatola cranica, terra, ossa e carne, acqua, saliva, fuoco, sangue e calore, aria, sole, luna, gli occhi ad immagine e somiglianza del gran geometra che è Dio ma che si è fatto carne da appendere ad una croce. il legno che secondo Jacopo da Varagine è tratto dall’albero del bene del male di Adamo. L’uomo per redimersi deve attraversare il mondo ed è con quella croce che si congiunge uomo al macrocosmo. Dio è incrocio di tutte le strade solo quando diventa uomo altrimenti non è raggiungibile, la croce è incontro di strade quadrivio che diventa trivio nella trinità. L’esperienza del pellegrino: se figlio non si fosse fatto strada via vita e verità, Dio non sarebbe stato raggiungibile perché il mondo è labirinto (cattedrali Ravenna Chartres… Lucca), si può fare anche senza spostarsi perché non è spostamento nello spazio spazio e tempo sono simboli. Vero pellegrinaggio è quello che ti porta nella parte più profonda della tua anima che è un labirinto dentro si può perdere interpretazione di Aquileia simboli trovare verità nella basilica si correva ridendo (risus pascalis) congiuntura costellazioni dei mosaici specchio del cielo trovare sepolcro chiuso. Labirinto da percorrere come spirale generativa come genera la madre e come genera Maria attraverso la spirale dell’orecchio dal quale ha ascoltato la parola dell’angelo

 

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