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La Via Maris con il prof. Alessio Persic

si ricorda che l’Hospitale sarà aperto ogni domenica e i giorni festivi dalle ore 15.00 alle 18.00

 

Si invita alla conferenza del professor

ALESSIO PERSIC

Docente di Letteratura Cristiana Antica all’Università Cattolica di Milano

OLTRE AQUILEIA E ALESSANDRIA

sulla via Adriatica e sulla Via Maris

 Via Maris Alessio Persic (clicca)

il cammino dei  Padri del Deserto e Padri della Chiesa aquileiense-europea e la loro rete di relazioni, di speranza e cura. Sulle tracce dei primi luoghi di preghiera, monasteri e ospedali.

La Via Maris è la via tra Alessandria, Gaza, Gerusalemme e Damasco, è la via più antica, quella percorsa da Abramo. Era questo il tratto mancante della via dell’Hospitale, verso Gerusalemme. Riprendiamo quella Via sui passi  del Cammino dei Padri del Deserto e dei Padri della ChiesaSant’Antonio Abate, Sant’Ilarione di Gaza, San Girolamo, San Cromazio, San Martino… tra III e IV sec. la loro rete di relazioni, di speranza, di cura. Ancora si trovano, lungo questa via, le tracce dei primi luoghi di preghiera, eremi, cenobi, ospitali tra Europa e Oriente.

ALL’HOSPITALE DI SAN TOMASO DI MAJANO

Venerdì 27 Aprile 2018 ore 20.30

 amicidellhospitale@gmail.com  hospitalesangiovanni.wordpress.com     3288213473

 

Inoltre

Il 12 Maggio 2018 alle ore 9.30

all’Hospitale di San Giovanni a San Tomaso di Majano (UD)

Incontro aperto 

La rinascita dell’ospitalità sulle vie antiche di cammino in Friuli

Partecipano amici dell’Hospitale di San Tomaso, della Confraternita di san Jacopo di Perugia, del Cammino Celeste, della Romea Strata, del Cammino delle Pievi.

E’ il secondo incontro per favorire la rinascita di ospitali sulle Vie antiche in Friuli (Via del Tagliamento – Romea Allemagna, Cammino Celeste, Cammino delle Pievi, e Romea Aquileiense) e per la formazione di un gruppo aperto di ospitalieri, volontari per l’accoglienza e per il servizio sul cammino. Ogni comunità e ogni frazione interessata dai cammini è chiamata a partecipare e a farne parte.

L’incontro si svolgerà in concomitanza con la Rievocazione annuale. Alla fine dell’incontro si potrà condividere insieme il pranzo medievale preparato dalle cuoche dell’Hospitale nell’ambito della Rievocazione in corso.

per info e prenotazioni:   amicidellhospitale@gmail.com  3288213473

Il 12-13 Maggio 2018

si svolgerà all’Hospitale di San Giovanni a San Tomaso di Majano

III Rievocazione dell’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme

in collaborazione con Prioratus Ospitalis Acconensis

 Studiosi e figuranti da tutta l’Italia faranno rivivere per due giorni le attività storiche dell’Hospitale di San Giovanni e dell’Ospedale di Gerusalemme: l’accoglienza, l’infermeria, la cucina, l’armeria, la tessitura, le miniature…lo speziale, il tesoriere, il priore, il balivo, l’ospitaliere in arme e quello in abiti da lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fra tarda antichità e medioevo  sulle colline intorno a Majano 

Segni di un paesaggio in trasformazione

Intervengono

Tiziana Cividiniarcheologa e Fabio Piuzzi, architetto

presentando l’assetto antropico in area collinare 

HOSPITALE DI SAN GIOVANNI

San Tomaso di Majano (UD)

Venerdì 13 aprile 2018, ore 20.45

Convegno paesaggio in trasformazione

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Passi di rinascita in Iraq

foto trasmesse da don Giorgio il 10-04-2018 case antiche di Qaraqosh,

Don Giorgio Scatto, Qaraqosh 06-04-2018

Carissimi, desideriamo riprendere la conversazione con voi dai matrimoni celebrati ieri sera nella chiesa di san Giovanni Battista.Noi abbiamo partecipato all’ultimo dei tre.Qui il matrimonio non è la festa privata di due giovani, ma la celebrazione delle nozze dell’Agnello con la sposa amata, la Chiesa. È la Chiesa che celebra le sue nozze; gli sposi sono il segno permanente, il sacramento di questa unione. Presiede il vescovo, con tutti i preti che hanno ufficio a Qaraqosh (ne abbiamo contati 17). Non c’è la messa, ma tutta la liturgia è cantata solennemente, ed è ricca di simboli. Al termine Nur, il giovane novizio francescano, ci ripete l’invito di partecipare alla cena di nozze. Non ce lo facciamo ripetere e accettiamo. 850 invitati! Musica e danze. Nur ci accoglie e ci fa sedere ai nostri posti. Quando c’è una danza particolare alla quale tutti sono invitati a partecipare, ci inseriamo anche noi. E alle 23 ritorno a casa,  con gran dispiacere degli amici incontrati.
Oggi, 6 aprile, è il Venerdì Santo degli ortodossi. Dopo la messa nella chiesa di Mar Zina, ci rechiamo all’antico monastero di San Benham e Sara, una delle più antiche testimonianze cristiane in Iraq, risalente al quarto secolo, profondamente devastato dall’isis.Ne abbiamo toccato le piaghe l’anno scorso. Rimangono ferite incancellabili, gli sfregi e le distruzioni irreparabili, ma tutto ora è in ordine, pulito e accogliente.Ci rechiamo alla tomba di San Benham fatta saltare dall’isis con la dinamite. Ora una squadra di operai, guidata da un esperto archeologo, ne sta completando la ricostruzione. Al ritorno ci aspetta il pranzo dalle domenicane che non sono seconde a nessuno in generosità. C’è un gran clima di festa.Sentiamo che la pace cresce intrecciando, giorno dopo giorno, anno dopo anno, fili di amicizia e di incontro.

 

 

Ecco la Chiesa di San Tommaso Apostolo di Moshul visitata il 5-4-18

Qaraqosh 04-04-18 ore 17.49 don Giorgio Scatto :-

“Carissimi, vi aggiorniamo: dopo colazione ci mettiamo in cammino. Attraversiamo Qaraqosh che si sta svegliando. L’ anno scorso era una citta’ deserta. Le prime 3 famiglie sono rotornate il 2 maggio 2017, ora sono 5.800 le famiglie che sono ritornate a casa. C’ e’ Vita!! Ci dirigiamo al quartiere di Shaqaq dove ha scelto di abitare padre Jalal, un nostro amico: e’ uno dei quartieri piu’ poveri. Vi abitano piu’ di 300 famiglie. Tutte le case sono state costruite dalla Chiesa dopo il  2003, sono abusive e sono state finanziate da un ministro curdo con comprensibili intenti politici: siamo al confine di un territorio conteso fra Curdi e Iracheni. Jalal ci fa da guida. Nella cappella si puo’ notare il tabernacolo profanato dall’ Isis. Tutt’ intorno alle case, dove fino a poco tempo fa c’ era un’ immensa discarica, ora coltivano gli orti. Incontriamo un gruppo di ragazzi francesi che fanno parte di un’ associazione che si occupa di ragazzi con storie difficili. Attraverso un servizio agli altri questi giovani vengono recuperati alla vita. Siamo ospiti a pranzo da una famiglia di Shaqaq; noi domandiamo: “non siamo troppi in 11?” Risposta”Dio provvede”. Lasciando il quartiere ritroviamo una famiglia che avevamo conosciuto solo in foto: e’ stata fra le prime a tornare a Qaraqosh. Rientrati a casa, mentre stavamo scrivendo il diario di viaggio, entra inaspettatamente il vescovo con il suo imponente segretario: una piacevole visita di cortesia. Se tutto va bene, domani andremo a Mosul. Un abbraccio”

 monastero di San Benham e Sara

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/ninive-cristiana-culla-dellasia-

don Giorgio Scatto e Cristina Santinon della Comunità monastica di Marango, accompagnati da Anna di Bergamo in questi giorni sono Erbil nel Kurdistan irakeno e a Qaraqosh in Iraq vicino a Moshul e a Ninive, dal 03/04/20418 circa una settimana. Portano amicizia, fratellanza ai cristiani irakeni anche ai profughi musulmani e yazidi. Comunità che cercano di ricostruire la loro vita nelle città distrutte. Don Giorgio ha portato aiuto morale e aiuti economici per la ricostruzione. L’importanza della cristianità orientale è basilare è lì da duemila anni e mantiene ancora nonostante tutto le relazioni preziose con le altre culture e religioni con tutta l’umanità lì nella terra in cui non ha mai cambiato lingua, parla ancora l’aramaico di Gesù. La Cristianità respira con due polmoni quello orientale e quello occidentale, e la civiltà ha due gambe e due piedi per il cammino quello orientale e quello occidentale, solo così può procedere.

Domani andranno a Mosul a vedere la chiesa di San Tommaso apostolo del I secolo, dove la tradizione racconta che sia passato proprio l’apostolo e abbia sostato nel suo cammino a Oriente verso la Persia e l’India. Sono sul Cammino di San Tommaso, siamo sulla stessa Via. Restiamo in attesa.

The Immaculate Conception church in Qaraqosh (hamdaniya) Iraq

Tra Moshul Ninive e Qaraqosh ci sono chiese del I secolo, sono le più antiche.

Nella Chiesa dell’Immacolata Concezione del I secolo a Qaraqosh. Dopo tre anni di occupazione Isis, si è finalmente di nuovo celebrata la festa della Domenica delle Palme.

Nella foto finalmente un matrimonio nella chiesa ripulita. Presto sarà restaurata.  

 

piana di Niniveh

Nazareni

Croci di San Tommaso: la Croce si erge da una ziqqurath.

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CAMMINO DELLE PALME 2018

 Le visite guidate proseguono all’Hospitale ogni domenica dalle 15.00 alle 18.00 o su richiesta amicidellhospitale@gmail.com  mob. 3288213473

Il giorno di Pasqua l’Hospitale resterà chiuso mentre sarà aperto il giorno di Pasquetta.

(leggi ultimo articolo Hospitale: Scatolino n. 19 estratto – Via Maris )

VIDEO DEL CAMMINO DELLE PALME: https://youtu.be/6sFvYvldXFQ

LE FOTO DEL CAMMINO DELLE PALME 2018ponte sul Cormor – Bosco di MuzzanaLaguna di Marano Località Salmastro – Laguna di Grado So many Roes and rabbits – Località Salmastro Terzo di Aquileia

Località Salmastro – Laguna di Grado

pittura materica neorealista – Terrestrità Corale – Scuola di Aquileia

Al Santo Sepolcro della Basilica di Aquileia 

Sabato 24 Marzo 2018

Cammino delle Palme 2018

In cammino a piedi sull’antico Itinerarium Burdigalense (*)

da Muzzana ad Aquileia

(CLICCA)  Cammino delle Palme 2018

Partenza alle ore 6.00 dalla Chiesa di San Vitale di Muzzana,

passaggio attraverso i boschi  di Muzzana fino a Carlino, percorso sull’antica Via Annia con attraversamento in barca del fiume Ausa. Il percorso da Muzzana è di circa 28 km , da Carlino  20 km, dalla foce dell’Ausa circa 13 km. Per circa 8 km si costeggia la Laguna di Grado,

arrivo nel pomeriggio ad Aquileia… al Santo Sepolcro della Basilica.

Cammino semplice aperto a tutti, pranzo al sacco e rientro autogestito.

Da Aquileia poi chi lo desidera prosegue a piedi fino a Fiumicello,

anche il terzo cammino delle Palme è dedicato a Giulio Regeni

in caso di maltempo il cammino si farà comunque

(*) L’Itinerarium Burdigalense è la via più antica (333 d.C.) documentata della storia tra Europa e Gerusalemme parte da Bordeaux/Burdigala, passa per il Sud della Francia, passa a Milano, Verona, Vicenza, poi sulla Via Annia attraverso Altinum, Concordia, Latisana, Muzzana, San Giorgio, Aquileia, Lubjana, Celje, verso Costantinopoli, Antiochia, fino in Terra Santa.

Ecco il racconto del Cammino delle Palme 2017 di Luisa Pozzar (giornalista)

Cammino di Pace

di Luisa Pozzar

Fino ad un minuto prima ero a preoccuparmi per un ritardo non previsto, per l’ennesimo contrattempo. «Riuscirò a trovare il punto di ritrovo?» Telefonate, messaggi… sembra impossibile riuscire a raggiungere il gruppo che mi attende secondo quanto pianificato. «L’ennesima figuraccia…» penso.

IMG_20170408_124441Poi una corsa, l’imbeccata giusta, uno sguardo saggio dietro alla curva che nasconde l’inizio del sentiero ed ecco il gruppo. Saluto, corro ancora. Un ultimo pensiero a ciò che lascio e poi… un cancello di legno: lo apro e passo. Lo chiudo dietro di me e lascio dietro tutto ciò che è stato prima. Ora conta solo la strada che ho davanti e il cammino da compiere.

Ad accogliermi due occhi scuri e un sorriso lucente. Cappello bianco in testa con infilato un fiore appena colto: «So many roes!» esclama impugnando il binocolo per osservare un gruppo di giovani caprioli che giocano liberi nel campo a fianco «and rabbits!» quando a poca distanza vede spuntare le orecchie di un leprotto. Intanto io cammino, trafelata, per raggiungere il gruppo. IMG_20170408_125058«Late?» mi chiede. «A little bit» gli rispondo, rammaricata, un po’ indispettita da questa domanda così diretta. «Oh sorry… my name is Sam. Nice to meet you» e mi stringe la mano con decisione. Sorrido e rispondo: «Are you with the group too?». Annuisce. Il nostro dialogo dura giusto il tempo di arrivare alla fine del viale alberato, affiancato dai pini marittimi. Ma che c’entrano i pini marittimi se siamo in piena campagna? Poi un lampo… la località si chiama “Salmastro”…

«Luisa, vieni! Vieni a vedere il mare!» urla una voce squillante. E, mentre mi avvicino velocemente, ecco il saluto cordiale dei partecipanti, più o meno una settantina, in cammino dalle prime ore del mattino. Sono tanti sorrisi, volti felici, gambe forse già un po’ stanche dai chilometri macinati prima di me. I rami di ulivo spuntano dagli zaini, alcuni li stringono tra le mani. È il Cammino delle Palme, un cammino per costruire ponti, per chiedere pace.

IMG_20170408_125050Salgo sull’argine ed ecco il mare. In una giornata splendida come questa l’acqua luccica e lo sguardo si perde lontano all’orizzonte. “Porto Buso” è laggiù in fondo. In questa zona, dopo mesi di cammino il mare indicava una prima mèta intermedia per chi da Bordeaux o dalle altre parti d’Europa attraverso la via Burdigalense si dirigeva verso Aquileia, porto sicuro di ristoro per lo spirito e trampolino di lancio verso la Terra Santa.

Un breve scambio di battute, qualche domanda e poi mi immergo nella mia solitudine. Ognuno in fondo cammina con la propria. La strada si percorre insieme, ma ognuno deve fare i conti con i propri limiti, con i propri piedi, con le proprie gambe. Ognuno cammina con il desiderio di arrivare, il sentiero è uguale per tutti (al massimo si può scegliere se stare sopra o sotto l’argine perché la strada tracciata lo consente). Eppure il “come” del cammino sarà diverso per ciascuno. Al di là delle gambe è l’anima a cadenzare il passo: fa i conti con la fatica accumulata, con le cadute, con le risalite, con le corse e con l’immobilità. Il cammino ne è la perfetta metàfora: a questo percorso nel percorso non ci si può sottrarre.

IMG_20170408_132600Il vento soffia, ci dà refrigerio: se noIMG_20170408_135854n ci fosse stato, sotto il sole cocente di oggi avremmo faticato molto di più. Lui ci conduce, ci accompagna. Muove i fili d’erba, le fronte degli alberi fioriti che incorniciano il paesaggio, increspano l’acqua del mare, offrono a rondini, ghiandaie e merli la corrente giusta per lasciarsi trasportare in volo. I casoni in bilico su piccole chiazze di terra emersa, i piccoli attracchi per le barche… tutto incredibilmente incantevole.

Dopo alcuni chilometri in lontananza scorgiamo la mèta: il campanile di Aquileia che spunta dietro una fila ordinata di cipressi, lontani anch’essi. Inevitabile mettersi a calcolare quanto manca… ma anche qui la distanza è relativa: ognuno la calcola secondo il proprio metro, chi secondo la stanchezza, chi secondo le proporzioni a vista… Qualcuno non calcola nemmeno, cammina e basta: far seguire un passo all’altro è già una bella sfida. La gioia e l’attesa del sapere la mèta vicina diventano il motore del cammino. E ci si incoraggia, si intona qualche canto, ci si sostiene a vicenda, pure senza conoscersi, perché l’abbraccio finale che ci attende sarà di tutti, di un “noi”, non più solo di ciascuno.IMG_20170408_142546

La strada sterrata si ferma. Sarà l’asfalto ad accogliere i nostri passi nell’ultimo tratto. E il terreno fa la differenza, come quando si tratta di seminare. Qui seminiamo tracce di vita e un terreno poco ospitale non slancia, ma frena… proprio quando, invece, ci sarebbe bisogno di una spinta in più. Così torna in campo il desiderio a trainare la volontà un po’ provata. I piedi si fanno sentire, le gambe rispondono meno. Qualcuno è costretto a fermarsi e ad interrompere il cammino: trovato un posto all’ombra, Lorena attende che il figlio venga a riprenderla in macchina. E, dolce come una carezza del mattino, arriva la parola inattesa di un fratello pakistano, di fede musulmana, in cammino con noi insieme ad altri sei amici: «Che Dio benedica la tua salute!». Mi chiedo quanti fra noi cristiani lo avrebbero detto con tanta sincerità e spontaneità.

Tutto chiama un ristoro. Che, finalmente, arriva.

Affacciarsi su quel tappeto di tessere minuscole che copre il pavimento della Basilica, ci mozza il fiato ancora una volta: non ci si abitua mai alla bellezza. Il cuore si rinfranca, qualche lacrima può sciogliersi, le gambe respirano.

IMG_20170408_154143Eppure il dono vero arriva poco dopo, quando accanto alla copia della Cappella costantiniana del Santo Sepolcro, ascoltiamo dal Vangelo di Giovanni il racconto della risurrezione. Le anime vibrano, singolarmente e all’unisono, di fronte al Mistero della vita che rinasce e si trasforma in eternità: un mistero esclusivamente cristiano, pensiamo, che ci parla di un Giardino rigoglioso, di cui troviamo traccia nei reperti delle pitture dell’antica Basilica. Ma è lo stesso Bashir, l’uomo benedicente di prima, a regalarci un respiro di universalità: ci parla della Sura di Issa e Mariam nel Corano, stringe tra due dita un gruzzolo di pagine del Vangelo per farci capire che le pagine ad esse dedicate sono tante. Ci sentiamo un cuore solo in quel Giardino, nel Giardino di Dio: le mani si intrecciano e la gratitudine di scioglie in preghiera al Padre di tutti. Con Bashir che prega, nel suo modo, e ringrazia con gioia. Con un pensiero a Giulio che ci ricorda la bellezza di essere – su qualunque via si snodi il nostro cammino – autentici ed appassionati costruttori di ponti.

Luisa Pozzar                   https://ilmagiscopio.wordpress.com/2017/04/13/cammino-di-pace/

a piedi sull’antico Itinerarium Burdigalense da Muzzana ad Aquileia

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INCONTRO SULLA RETE DEGLI OSPITALI IN FRIULI

 

INCONTRO APERTO SU

LA RETE DEGLI OSPITALI IN FRIULI

(clicca)  La rete degli ospitali – invito

Scheda Ospitali Marzo 2018

Sabato 17 Marzo 2018 ore 15.00

 con studiosi, ricercatori volontari, camminanti che hanno raccolto la memoria degli ospitali perduti. Così l’antica rete di ospitali può rinascere.

L’INGRESSO E’ LIBERO

TUTTI SONO INVITATI A PORTARE IL LORO CONTRIBUTO

 amicidellhospitale@gmail.com  hospitalesangiovanni.wordpress.com     328821347

Il 17 Marzo 2018 nel pomeriggio (da verificaresi terrà all’Hospitale un incontro aperto a nuovi contributi da parte di studiosi, ricercatori e testimoni delle tracce storiche di antichi ospitali, romitori, ricoveri annessi alle chiese, dedicati all’accoglienza di poveri e pellegrini, lungo le vie antiche dei cammini in Friuli, sul cammino Celeste, sul Cammino delle Pievi, sulle vie del Tagliamento e di Allemagna, di tutte le valli alpine ed inoltre sulla via Aquileiense-Burdigalense e di San Martino. Si fa quindi appello alla rete di studiosi e cultori della memoria storica di ogni provincia, comune, comunità, frazione, associazione culturale, scuole elementari, medie e superiori. All’incontro di volontari si porterà la testimonianza degli ospitali già noti e delle tracce di quelli meno noti o di cui non si aveva notizia. Sarà anche una prima occasione per formare anche in prossimi incontri un gruppo aperto di ospitalieri, persone di tutte le età che possano dedicarsi all’ospitalità in ogni comune e frazione a servizio del cammino che sta rinascendo sulle nostre antiche vie, così come è successo per il Cammino di Santiago, per la Francigena ed altri. Un gruppo di ospitalieri per condividere modalità semplici ed efficaci, simili all’antica gratuità, per la collaborazione all’organizzazione di una nuova rete di ospitalità a partire da quella antica.

per info e adesioni amicidellhospitale@gmail.com  mob. 3288213473

 

 

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/27/siria-cosa-diremo-ai-nostri-figli-quando-ci-chiederanno-dove-eravamo/4190505/

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Franco Cardini conferenza su Via della Seta e Via Maris

il 24 Febbraio 2018

dalle ore 15.30 alle 18.00

il professor

Franco Cardini

conferenza su

LA VIA DELLA SETA E LA VIA MARIS

(clicca)   Cardini -Via Seta-Via Maris

Una storia millenaria  tra Occidente e Oriente

Seguendo le vie antiche dell’Hospitale siamo giunti a Gerusalemme e lì abbiamo trovato che la via proseguiva oltre, verso l’altra metà del mondo. Abbiamo provato a seguire le tracce di San Tomaso dalla Palestina verso la Siria, la Mesopotamia, fino in Iran, in Afghanistan e infine in Cina sui passi di Beato Odorico da Pordenone. Terre vertiginose, città di culture millenarie. Comunità per le quali l’ospitalità era sacra e l’incontro delle culture la regola. Cento anni di guerra (non fredda) hanno sconvolto quelle terre, eppure da quelle parti si è manifestata nella memoria l’idea del paradiso (pairidaeza, è il giardino in persiano antico, il Giardino del vangelo di Giovanni) e della lotta tra il bene e il male. Il monoteismo e la preghiera incessante, la stretta di mano di riconoscimento.

Sono le antiche Vie Reali di Persia, poi dette Vie della Seta, collegate a Gerusalemme con le antiche vie dell’Hospitale: via Adriatica, in fondo a sinistra. Siamo sulla stessa via.

C’è in particolare un tratto antico, il collegamento tra Alessandria, Gerusalemme, Damasco, passa per Gaza: è l’antica Via Maris, il collegamento tra l’Egitto e il Levante, la Via di Kadesh, la via iniziale quella che percorse Abramo.

Ora la Via della Seta può rinascere. La Cina ha investito 1000 miliardi per la rinascita della Via della Seta e per riuscirci dovranno necessariamente essere risolti i suoi conflitti. E’ un’opportunità storica imperdibile.

info:   amicidellhospitale@gmail.com  mob. 3288213473

                          Risultati immagini per franco Cardini i re magi       Risultati immagini per franco la via della seta

LA VIA MARIS,

E’ la via delle Spezie e dell’Incenso, la più antica tra Egitto e Siria, Anatolia e Mesopotamia verso la Vie di Persia e della Seta, tra Giza, Alessandria d’Egitto, GazaDamasco, Ugarit, Qadesh, Harran, verso Nisibe, Ninive, Babilonia, Ur. Su questa via si sono rincorsi Egiziani e Ittiti 4000 anni fa e si è  svolto il primo cammino, il Cammino di Abramo, la Via riscoperta da padre Paolo Dall’Oglio

PASSAGGIO A GAZA

E’ il Passaggio a Gaza, tra Europa Africa e Asia. Gaza una città e una striscia che ha avuto un periodo glorioso durante l’impero Persiano, la fortezza principale, la metropoli delle satrapie persiane dei filistei, fu distrutta da Alessandro, ma ha ancora resti  archeologici straordinari romani, monasteri cristiani del III sec., come quello di Sant’Ilario forse il più antico in assoluto, e poi ancora opere degli Omayyadi e dei Mamelucchi ecc. Gaza era stato l’avamposto persiano nel Mediterraneo, lì si vede il confine  storico o il passaggio tra Oriente e Occidente. E’ in Palestina. E quest’anno ricorre il settantesimo anno della Nakba. La via più antica ora striscia attraverso i tunnel.

Ancora nel ‘700 c’era ancora un grande ospitale a Gaza – fondato dai francescani nel 1588- perché di lì sulla Via Maris passava il percorso principale dei pellegrini cristiani europei che sbarcavano ad Alessandria per recarsi in Palestina, in Terra Santa a Gerusalemme a Hebron, Betlemme, Nazareth.

La Via Maris passa anche a Damasco. A Goutha Est. 400.000 persone inermi nel sobborgo di Goutha est sotto i bombardamenti in queste ore.

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una crisi peggiore di quella di Aleppo, nell’inerme complicità della comunità internazionale, è una emergenza umanitaria senza precedenti. La Ghouta orientale è la vergogna del mondo. E nessuno può dire, tra i grandi della Terra: “Io non sapevo”.

http://www.huffingtonpost.it/2018/02/21/non-si-fermano-le-bombe-di-assad-su-ghouta-est-onu-situazione-oltre-limmaginazione_a_23367157/

 

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Odorico da Pordenone in Cina 700 anni

L’Hospitale è aperto per le visite ogni Domenica  dalle 14.30 alle 17.30 o su prenotazione e info 328-8213473

All’Hospitale di San Tomaso di Majano

Venerdì 02 Febbraio 2018 ore 20.30

A 700 ANNI DAL SUO CAMMINO IN CINA

SULLA VIA DELLA SETA 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

ODORICO DA PORDENONE IN CINA 1318-2018

(clicca->)   odorico da pordenone 700

DI ANTONIO COSIMO DE BIASIO

Laureato a Ca’ Foscari in Cinese nel 1982, l’autore da trent’anni organizza e accompagna continuamente viaggi di conoscenza in tutta la Cina e sulla Via della Seta, cercando riscontri nei resti storici, nelle antiche città e nelle fonti documentali e archivistiche cinesi, italiane, inglesi, per comprendere  la relatio, il resoconto di viaggio di Odorico. Ha decifrato percorsi, ha riconosciuto le città, le chiese, i templi, i ponti, i fiumi, i monti, le tradizioni culturali e quant’altro descritto da Odorico negli anni  ’20 del Trecento, tutto ciò che aveva colpito la sua curiosità e l’amore per la conoscenza e l’incontro. Quello di Odorico è stato anche un incontro ravvicinato con le genti, i mercati, con la natura, con le diverse culture e con le  religioni incredibilmente lì tutte  presenti in un sistema antico, “normale”, di convivenza delle diversità. Non c’era quindi il problema della tolleranza, non era ancora stato creato. Il potere non aveva ancora avuto la necessità di far leva sulle differenze religiose. Lì nell’Oriente estremo pensavano che i barbari venissero da Occidente ma le città erano aperte e l’accoglienza era totale. La possibilità di relazione e scambio aveva innescato lo sviluppo della via più lunga, la Via della Seta.

Il volume di Antonio De Biasio offre una rilettura critica degli scritti di Odorico di Pordenone durante gli anni del suo viaggio missionario in Cina, tra il 1324-1328. Attraverso le memorie del frate francescano, sapientemente raccolte e commentate dall’autore l’opera riporta dei puntuali riferimenti geografici, storici, culturali, sociali della Cina dell’epoca, assumendo così i tratti di una moderna guida storico-turistica, utile a quanti volessero ripercorrere quei luoghi che videro il passaggio di Odorico, che ancora oggi si possono visitare. Nel volume è inoltre presente una ricca appendice fotografica a colori che ritrae i luoghi, monumenti, scene della tradizione popolare cinese, con una didascalia descrittiva tratta direttamente dai testi del frate di Pordenone.

Beato Odorico da Pordenone, frate francescano, ha compiuto il suo cammino fino in Cina 700 anni fa. E’ passato anche in India sulla tomba di San Tommaso, e in Iran a Persepoli. Nel suo diario racconta di una Cina che non abbiamo mai conosciuto, di vaste città all’incrocio delle vie con i fiumi, con ponti chilometrici, porti fluviali con grandi navi con decine di vele di bambù, da mille passeggeri, con acqua dolce a bordo per coltivare verdura fresca. Città con mercati dove si scambiavano prodotti straordinari (la seta, la carta e la polvere pirica lì inventata per i fuochi d’artificio) e idee, si incontravano etnie, culture, preghiere. C’erano e ci sono ancora chiese nestoriane, moschee e templi buddisti, nestoriani, collegi taoisti, l’una accanto all’altro, le chiese più antiche sono ancora laggiù. La tolleranza in Cina era proverbiale. Forse a quel tempo le religioni camminavano insieme trovavano sogni comuni e le vere differenze, si rafforzavano le identità, che sono rimaste, tutte diverse, altro che relativismo. Da 40 anni la Via della Seta è bloccata dalla guerra in Afghanistan, in Iraq, in Siria e non solo. Ora la rinascita della Via della Seta spinge, la Cina vuole riaprirla, ha investito 1000 miliardi e per farlo deve risolvere tutte le sue guerre. E’ un’opportunità storica imperdibile. La via funziona sempre, come la leva, la ruota in discesa, mette in contatto diretto le persone, polverizza le propagande: la storia delle relazioni sta dalla sua parte.

via della seta n

estratto Afghanistan

già effettuati:

Sabato 13 Gennaio Otmarjeva Pot, cammino Sloveno dei santuari nella Valle del Vipacco

 

18 Gennaio

presentazione dell’Hospitale e delle sue Vie all’UTE di Spilimbergo

 

Sabato 13 Gennaio

su TV 2000 va in onda per i Borghi d’Italia, Majano e l’Hospitale 

repliche: domenica 21/01 alle 14.25

 

20-21 Gennaio incontro di Confraternita di Santiago de Compostela a Bologna

20 Gennaio

incontro a Udine in Sala Ajace

 

24 Gennaio

presentazione ad Aquileia della Via Postumia

 Aquileia loc new redux

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