bibliografia sull’Hospitale e le sue vie

Ecco  i libri pubblicati sull’Hospitale e le sue antiche vie (scaricabili)

  1. IL LIBRO SULL’HOSPITALE E LA SUA STORIA NUOVA EDIZIONE 2017           

    LHospitale di San Giovanni di Gerusalemme 2 ED 2017                                                   

  2. LA GUIDA DEL CAMMINO DEL TAGLIAMENTO SULLE VIE DI ALEMAGNA 2015            2-guida-cammino-del-tagliamento-sullantica-via-dalemagna

  3. PUBBLICAZIONE SUL RESTAURO STRUTTURALE DELL’HOSPITALE                        3-cism

  4. PUBBLICAZIONE SUL CAMMINO DI SAN TOMASO OLTRE GERUSALEMME            4-le-vie-dellhospitale-di-san-tomaso-lo-scatolino-n-iii-2016

  5. PRIMA PUBBLICAZIONE SULL’HOSPITALE E LE SUE VIE                                            5-quaderno-10-2012-estratto-hospitale-harmonia

  6. ARTICOLO SUL QUADERNO DEL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE SUL PAESAGGIO REGIONALE VISTO DALLE ANTICHE VIE DEI CAMMINI          workshop-piano-paesaggistico-articolo-vie-dei-cammini-a-pag-109-30112016_terzoquaderno_ppr_fvg

  7. PUBBLICAZIONE SUL CAMMINO DI SAN MARTINO PRIMO CAMMINO EUROPEO E LA SUA COSTITUZIONE                                                                                            cammino di San Martino

  8. Testo pubblicato sulla cammino di San Tomaso e sulla Via della Seta: passaggio in Afghanistan

    estratto Afghanistan

 

 

dalla 4° di copertina della guida “Il Cammino del Tagliamento sull’antica Via di Allemagna” /2/

A quel tempo chi partiva da Cracovia, dopo un cammino di mille chilometri sulla Via di Allemagna, attraverso Vienna, Friesach, Villach, Tarvisio, Venzone, veniva accolto all’Hospitale di San Tomaso, scendeva il Tagliamento, fino all’Adriatico. Vedeva il mare per la prima volta. Andava a Gerusalemme e tornava a casa con appunti e manoscritti di medicina, algebra, chimica, sapone, cotone e schemi di nuove macchine e geometrie. Al ritorno, prima di lasciare per sempre il mare, raccoglieva una conchiglia adriatica, più piccola, dai bordi meno taglienti e molto più colorata rispetto alla capa santa atlantica, la Pecten Jacobaeus. C’è chi resta sempre nella sua terra e trova tutto vicino a casa e chi no. Chi scopre, ad un certo punto, che deve partire, deve andare, è chiamato a vedere di persona. E nessuno lo potrà fermare. Forse quando tornerà avrà una conchiglia con sé che racconterà di quel suo passaggio. Sarà stato un pellegrinaggio se sarà stato disponibile al cambiamento, con tutto di sé. Il viaggio, gli incontri, lo scambio di conoscenza e il ritorno da chi è rimasto a casa, è da sempre il modo di procedere naturale dell’uomo, delle sue comunità e civiltà.

Chi resta e chi cammina sono le due modalità complementari, ciascuno è chiamato a riconoscere quale è la sua.

Il pellegrinaggio è una cosa che si fa, si cammina, s’incontra, non serve capire prima, e poi ognuno ha il suo tempo e la sua via, per cui dimenticate quello che avete letto e non fatevi rubare il cammino da nessuno.

Buon Cammino, Amici dell’Hospitale

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