L’Hospitale

L’Hospitale di san Giovanni di Gerusalemme è un complesso situato nella frazione di San Tomaso di Majano. Questo complesso dal 2004 è proprietà del comune. L’Hospitale è stato fondato alla fine del XII°sec. dai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (poi cavalieri di Malta), nel periodo delle crociate, come risulta dalla pergamena istitutiva originale, del 1199, del “Portis”. Costituiva una tappa importante della Via del Tagliamento nell’antica Via di Allemagna, che collegava l’Europa fino ai Paesi Baltici con i porti dell’Adriatico.https://hospitalesangiovanni.files.wordpress.com/2012/01/autunno2011-216.jpg?w=500

PREMESSA STORICA
La fondazione del complesso di San Giovanni di Gerusalemme a San Tomaso risale agli inizi del XIII secolo, ad opera dei Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, come risulta dall’atto costitutivo del 1199, ancora oggi conservato nella Biblioteca Comunale di Udine, con il quale Artuico di Varmo cedeva l’area e le proprietà connesse ai Cavalieri, per la realizzazione di una stazione con funzione di assistenza (“hospitia”, da cui “ospizio” e “ospedale”) per viandanti e pellegrini sull’antica Via d’Allemagna.
La pur limitata documentazione disponibile testimonia di un’istituzione influente, insignita di rilevanti poteri feudali e del “Diritto di Asilo”. I Cavalieri di S Giovanni di Gerusalemme sono uno degli ordini monastico-cavallereschi istituiti per la difesa delle conquiste in Terra Santa e per l’assistenza e protezione dei guerrieri e dei pellegrini, da cui il nome di “ospitalieri”. Dopo le Crociate i Giovanniti subentrarono anche nelle fondazioni dei cavalieri Templari, destituiti dagli inizi del XIV sec. e continuarono l’azione di presidio militare e religioso anche nel Mediterraneo, assumendo progressivamente il nome di Cavalieri di Rodi e, infine, di Cavalieri di Malta, pur mantenendo continuamente la funzione fondamentale di soccorso e assistenza.
Il sito di San Tomaso costituiva una tappa fondamentale della “Via del Tagliamento” o “Via Crescentia” o Via d’ Allemagna, per i viandanti provenienti dal nord, diretti a Venezia o ai porti sull’Adriatico di Latisana e di Concordia. Rispetto alla Via Julia Augusta, che collegava Aquileia con il Norico (passando per Zuglio) e con la Pannonia (via Canal del Ferro), e alla Concordia-Norico che collegava Artegna (ad Silanos) Buja, Fagagna e Codroipo, con possibilità di deviazione al guado di S. Odorico, attraverso la Via Cividina, la “Via del Tagliamento” si stacca dalla Julia Augusta presso Ospedaletto e, attraverso Osoppo, San Tomaso di Majano, San Daniele, giunge rapidamente al Tagliamento (con possibilità di attraversamento a Ragogna, a San Odorico o Codroipo) e diventa via preferenziale per Venezia, o per altri porti sull’Adriatico (ad esempio via Concordia), oppure verso sud, attraverso Varmo e Ronchis, per giungere al porto di Latisana.
Sulla rete viaria della regione, per lo più ancora quella romana, profondamente degradata per l’assenza di manutenzione, con numerosi tratti di discontinuità, dovuti a frane, erosioni, alluvioni, transitavano pellegrini a piedi o su carri da viaggio, comunque messi a dura prova dal percorso accidentato, dalle condizioni igieniche, dal rischio di aggressioni e brigantaggio. In tale ottica si
spiega la necessità di tali punti di riferimento e protezione, gli “hospitia”, organizzati in consorterie assistenziali, gestite inizialmente da una pluralità di ordini religiosi, ordini monastico-cavallereschi e successivamente anche da confraternite religiose. “Stazioni di sosta” dove, oltre al cambio dei cavalli, si otteneva ricovero, assistenza, protezione e riposo per la notte su “sterminati materassi di paglia o di fieno; decine di persone tutte assieme”. Nel periodo delle crociate tale rete stradale e le precarie strutture ospitaliere venivano particolarmente impegnate e messe in crisi per lo straordinario flusso di persone indotto dalle varie spedizioni, flussi eccezionali e discontinui di decine di migliaia di pellegrini, guerrieri, gente che doveva raggiungere la Terra Santa.
Si moltiplicarono dunque, progressivamente, anche su indicazione e commissione dei patriarchi di Aquileia (ad esempio Wolfger von Erla, già vescovo di Passau, sede anch’essa di un ospizio, e Bertoldo di Andechs), anche con la funzione di manutenzione stradale, ricoveri e luoghi di assistenza e protezione, a distanze adeguate per consentire la sosta alla fine della giornata di cammino, o nei punti cruciali (guadi – porti) del percorso dei pellegrini sulla via della Terra Santa.
Alla fine delle crociate furono incoraggiati e favoriti, senza soluzione di continuità, i pellegrinaggi verso Roma e Santiago de Compostela. Tra i numerosi complessi ospitalieri, organizzati, “consorziati” e opportunamente distribuiti lungo la rete viaria, di cui è documentata l’esistenza all’epoca delle crociate, la Commenda di S. Giovanni a S. Tomaso di Majano è tra le pochissime superstiti in Europa. In alcuni altri siti risulta conservato parte dell’impianto originale, o almeno parte della chiesa annessa all’ospizio (ad es. S. Nicolò degli Alzeri a Piano d’Arta); di molti altri restano solo le documentazioni storiche.
Il sito di Volta di Ronchis di Latisana è stato più volte distrutto dalle alluvioni del Tagliamento, attualmente il sito risulterebbe collocato in corrispondenza del letto del fiume stesso. Nella Commenda di S. Giovanni a S. Tomaso di Majano risultano, invece, eccezionalmente conservati, oltre alla Chiesa di S. Giovanni Battista, già restaurata dopo i danni subiti con il terremoto del 1976, anche l’intero complesso assistenziale, pur seriamente danneggiato dagli eventi sismici e meteorici, costituito dalla casa del Priore, dai ricoveri, dalle stalle e dalle cantine, il tutto organizzato con schema a corte, completato verso ponente dall’antica muraglia difensiva con merlature. Il complesso può essere considerato in buona sostanza il risultato della conservazione dell’impianto del XIII sec. e di successive limitate addizioni, comunque molto antiche. Il complesso ospitaliere perde la sua funzione intorno al XVI sec. e viene trasformato progressivamente in struttura ad uso agricolo. Il sito è tra i pochissimi e più antichi superstiti della rete europea degli hospitales, realizzato sul modello del mitico ospedale di Gerusalemme, che alla fine dell’XI sec. aveva mille posti letto, dava
duemila pasti al giorno gratuitamente a cristiani, musulmani ed ebrei, aveva i migliori medici tra europei, bizantini, arabi, ebrei.
In pieno feudalesimo, gli hospitales garantivano gratuitamente accoglienza, vitto, alloggio e cure a tutte le persone che si trovavano in cammino sulle vie europee, dai Paesi Baltici a Santiago de Compostela, fino a Roma con la Francigena e al Mediterraneo rendendo possibile con gli uomini lo spostamento di idee, il superamento delle paure e in definitiva quell’importante contaminazione
culturale con le fiorenti civiltà e culture Bizantine, Arabe e Orientali, relazioni feconde (algebra, filosofia, arte, architettura, economia, materiali, …) che hanno consentito la ripresa europea del tardo medioevo. Questi ospitali rappresentavano la prima sperimentazione della rete europea laica dei moderni ospedali gratuiti.
San Giovanni a San Tomaso di Majano, è quindi un testimone raro e rassicurante di questa etica funzione oltre ad essere uno degli edifici non ecclesiastici più antichi del Triveneto, raro caso in cui l’antica destinazione, millenaria, è ancora moderna.

INTERVENTI DEL COMUNE
Nel 2004, grazie ad un finanziamento concesso dalla Direzione Regionale della Cultura, il Comune di Majano ha acquisito l’immobile in oggetto, compresa una porzione di circa 12.000 mq dei terreni adiacenti.
Dal 2006 ha avviato un progetto di riscoperta culturale del sito, con gli studi e le indagini preliminari sull’immobile, e nel 2007, grazie ad un contributo assegnato dalla Regione Friuli Venezia Giulia ai sensi della LR 77/81, è partito l’intervento di restauro con un primo lotto di consolidamento dell’edificio, finalizzato alla salvaguardia delle pareti pericolanti, di recupero di coperture e solai degradati dalle infiltrazioni di acque meteoriche e per la messa in sicurezza e i primi interventi di consolidamento delle strutture in conservazione. Il progetto è stato sottoposto al controllo positivo degli uffici della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Archeologici.
Alla fine del 2011 è stato quasi terminato il secondo lotto.

Vi alleghiamo il progetto redatto dalla giunta comunale 2006-2011.
PROGETTO COMPLETO.

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17 risposte a “L’Hospitale

  1. Pingback: Aggiornato il progetto | Hospitale di San Giovanni

  2. Marcello Giuri, via Pretura Vecchia, 10 33017 Tarcento

    Sono un farmacista in pensione appassionato di storia medievale; mio figlio è laureato in storia di indirizzo medievale e si sta facendo una ricerca sugli xenodochi e sugli hospitales che accoglievano i pellegrini indirizzati a Roma o in Terrasanta. La Vs iniziativa mi interessa molto e gradirei sapere se presso i Vs archivi è possibile trovare del materiale inerente alla mia ricerca. Gradirei sapere, inoltre, come fare per potersi associare e avere dei contatti con il Vs gruppo. ringrazio ed aspettando un Vs gradito riscontro invio distinti saluti. Marcello Giuri.

    • zucchiatti luciano

      Buona sera: sono Luciano Zucchiatti con piacere ho letto il suo commento
      proprio in questi giorni ci stiamo organizzando per indire la prima assemblea.degli ‘Amici dell’Hospitale’ se comunica un’ e-mail a “zucchia@alice.it” le faremo pervenire le informazioni in merito e aggiorneremo anche il blog per tempo.

  3. ilaria

    le faccio i miei complimenti per la splendida iniziativa intrapresa da Ilaria della Wind

  4. Faustino

    ma è accessibile ancora per pernottamento?
    Grazie.

  5. fabio

    mi associo alla domanda di cui sopra…..
    ospitate già, oppure ospiterete, i pellegrini?
    o si tratta di un puro intervento di restauro?

    • ringraziamo per l’interesse al sito; per rispondere alla sua domanda: in questo momento L’ Hospitale è solo visitabile, necessita dell’ultimo lotto dei lavori di finitura quindi non è ancora utilizabile nel suo progetto definitivo.

  6. l’hospidalesangiovanni est un endroit magique …plein de mystère…charger en histoire..a voir absolument… méme si celui ci n’est pas encore fini et qu’il y a encore en travaux…. un grand merci à toi mon cher cousin lucciano et a toute ton équipe…..

  7. Pingback: A piedi. Ancora una volta in direzione Venezia | luiginacci

  8. Teresa

    Teresa
    Sono interessata a conoscere il percorso della strada
    potete aiutarmi ?

  9. aldina de stefano - lestizza, e raspano (ud)

    buongiorno!
    sono interessata alle vostre iniziative.
    vorrete farmi partecipe?
    grazie, e complimenti

  10. Pingback: Forni di Sopra, sustainable holidays in Carnia - Ecobnb

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  12. Pingback: L’Hospitale di San Giovanni | Forum Julii Project

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