Archivi tag: paolo Dall’Oglio

prossimi incontri

Da Mar Musa a Sulajmanja,

la Via di Abuna Padre Paolo Dall’Oglio per il Cammino di Abramo

 fine luglio inizi agosto sabato pomeriggio (28-29/07 o 11-12/08) 

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l’Hospitale è aperto ogni domenica dalle 15 alle 18

oppure su richiesta: amicidellhospitale@gmail.com

https://hospitalesangiovanni.wordpress.com/    cell. 328 821347

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Intervista su Radio Capodistria del 13-7-18 (circa dal minuto 20)

https://capodistria.rtvslo.si/archivio/la-radio-fuori/174551680

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incontro a Castelnuovo del Friuli

in sala Manuela Comino a Villa Sulis

21 Luglio 2018 alle 18.30

Il Cammino del Tagliamento sull’Antica via di Allemagna
 
Amici dell’Hospitale
presentazione della Guida
Le vie di cammino più antiche passano in Friuli.
La rinascita del cammino e della rete di ospitalità,
soluzione antica e rivoluzionaria
per la relazione individuale, per la comunità e per la civiltà.

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inoltre in corso di programmazione:

di Christiane Rorato il Film

I dimenticati della Transiberiana

fine luglio inizi agosto

transiberiana

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Aquiloni e poesie

fine luglio inizi agosto una domenica pomeriggio (da definire) dalle ore 16.00

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presto

Il collegamento con la Via Maris: la Via Istriana Dalmata Adriatica

 l’incontro con Alessio Persic, Angelo Floramo e con Mitja Gustin

Su passi di Sant’Ilarione di Gaza tra Aquileia e Gerusalemme il tratto mancante è quello più vicino!

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In zona via Maris tra Oriente e Occidente con Alessio Persic

Dionisio: Il Sacro visita l’uomo e viene da Oriente

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Africa: La Via delle Spezie

e i suoi collegamenti tra Gaza, Damasco ed Ecbatana.  

Le vie africane verso Europa e Medio Oriente

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in ottobre

Dall’Hindukush alle Alpi

Diversamente pellegrini.

Sulla Via di San Tommaso e sull’antico Itinerarium Burdigalense, la Via Balcanica.

Presentazione del Libro con l’autore Fawad Rufi

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In autunno

terzo incontro sull’ospitalità in Friuli dedicata ai cammini

 

 

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incontri novembre 2017 dedicati a padre Paolo

Domenica 19 Novembre 2017 ore 20.30

(preaccoglienza 18.30) 

sarà all’Hospitale di san Giovanni di san Tomaso di Majano

 Monika Bulaj

Cammino a Oriente

invito: Monika Bulaj (clicca)

 

 con il sole, la luna, le stagioni, con i pellegrini, i fuggiaschi, i nomadi e i loro dei, che li seguono come sterne dietro una nave.

dai Balcani all’Afghanistan,  dall’Africa, dal Magreb, al Cuore dell’Asia,

alla fine della Via, dove inizia.

incontri di luce e ombra

“frammenti in cui si può trovare ancora l’immagine intera del mondo, o s’è perduta, come la lingua di Adamo”.

da vedere questi video:

“La Luce si può vedere solo nel riflesso”

“Sto cercando qualcosa che ho visto già ma non lo trovo ancora non riesco a inquadrarlo ma so che c’è ed è molto vicino”

“Mi piace il pensiero che ci siano luoghi dove il sacro rompe i confini. Luoghi, momenti, atmosfere in cui i Popoli del Libro rivelano la propria parentela e l’appartenenza a una stessa famiglia umana, con o senza Libro. Danze, sfioramento di corpi, carezze alle reliquie. Passaggio della soglia tra sacro e profano, tra luce e ombra. E ancora: infinita ripetizione, prostrazione, sgranare di rosari. Si tratta di luoghi, suoni, gesti, atmosfere, abbigliamenti, luci, percorsi che talvolta inaspettatamente e dolorosamente disvelano una verità comune sulle cose. Questo è un viaggio attraverso una mappa celeste che ignora i muri eretti dai predicatori del conflitto globale, dal cuore dell’Asia all’America Latina, dal Maghreb al Medio Oriente”.

“Ho provato, camminando, a raccontare dei popoli erranti minacciati dalla follia dell’uomo. Del loro legame con la terra, il fiume, l’albero, la montagna. Dell’identità e dell’esilio, dell’appartenenza e dell’esclusione. Del bello e dell’inviolabile santità dell’essere umano, ritrovati nei luoghi più infelici del pianeta. Camminando con il sole, la luna, le stagioni, con i pellegrini, i fuggiaschi, i nomadi e i loro dei, che li seguono come sterne dietro una nave.

Questo lavoro è cambiato negli anni. All’inizio documentavo piccole e grandi religioni all’ombra di guerre antiche e recenti, e sulle loro ceneri. Poi, ad un certo punto, sono state le mie immagini a cercarmi, a parlare da sole, raccontando delle preghiere e dei sogni, dell’acqua e del fuoco, della memoria, del teatro della festa dei morti, della via dei canti. Ora quello che faccio è una cosa semplice, quasi infantile: raccolgo schegge di un grande specchio rotto, miliardi di schegge, frammenti incoerenti, pezzi, atomi, forse mattoni della torre di Babele. Forse questo può fare il fotografo, raccogliere tessere di un mosaico che non sarà mai completo, metterle nell’ordine che gli sembra giusto, o forse solo possibile, sognando quell’immagine intera del mondo che magari da qualche parte c’è, o forse c’era e s’è perduta, come la lingua di Adamo.”

Monika Bulaj

http://www.monikabulaj.com/biografia/

 

INCONTRI GIA’ EFFETTUATI

Venerdì 17 Novembre 2017, ore 20.30

per il compleanno di padre Paolo Dall’Oglio

all’Hospitale di San Tomaso

Mario Turello 

terrà una conferenza su una storia antica della cristianità:

I Sette Dormienti di Efeso

Il tempo della Cristianità

i 7 dormienti (clicca) 

I Sette Dormienti di Efeso. La storia si svolge a Efeso. Condannati a morte in quanto cristiani dall’imperatore romano Decio, la pena viene sospesa e loro si ritirano a pregare in una caverna. Scoperti vengono murati dentro vivi mentre stanno dormendo. Secondo la tradizione diffusa dall’Europa alla Cina, 250 anni dopo nella prima metà del V sec. alcuni muratori creano un varco nel muro e i 7 si svegliano, uno di loro scende in città per prendere da mangiare e scopre che la città è cambiata… i 7 scoprono così che non solo nella città ma in tutto il mondo circostante tutti sono diventati cristiani.

Perirono lo stesso giorno del loro risveglio.

La loro preghiera incondizionata era stata corrisposta, ricambiata puntualmente ma in un tempo differito, la storia così sembra avere un verso, anche se sembra impigliarsi e retrocedere,  ha un senso e un suo tempo.

affresco dei Sette Dormienti nella Chiesa di San Cristoforo sul Naviglio a Milano

la tradizione storica, la condivisione con le altre fedi, una storia molto cara anche a uomini-ponte come Charles de Foucauld, Louis Massignon e p. Paolo Dall’Oglio

dice padre Paolo Dall’Oglio: “Perchè l’evangelizzazione possa compiersi in maniera trasfigurante piuttosto che sfigurante, sono necessarie generazioni di persone radicate in silenzio anime donate amorose. Ci vogliono molte lacrime. Quando lo spirito è presente può produrre un battesimo di Lacrime. (…) Non c’è niente di urgente davanti all’Eternità. Eppure nel quotidiano tutte le cose sono da fare, e presto. Paziente ed impaziente, Dio ci invita a girare e rigirare una clessidra che scorre all’infinito. E se ci ha messo così tanto tempo, se ha aspettato milioni di anni per compiere l’umanizzazione, siamo così sicuri che abbia così tanta fretta di attuare la cristianizzazione?   Il lavoro di “dissodamento” abbozzato da Charles de Foucauld presso i tuareg di Algeria potrebbe durare secoli prima di dare frutti. Che cosa fa Charles de Foucauld nel cuore del deserto algerino? Non converte nessuno si posiziona lì semplicemente come un granello di lievito. Anch’io cerco l’incontro con umiltà per provare l’universalità del messaggio di Cristo. Spingo questa logica più lontano che posso senza sapere dove ci condurrà. Penso che i risultati ci stupiranno alla fine dei tempi. Io ho solo una notte da giocarmi e così offro tutta la mia esistenza. I frutti possono restare invisibili per millenni che mi importa!”

“chi non l’avrà tenuta per sé… non la perderà mai” (Mt 10.39)

(*) Mario Turello, critico letterario, giornalista, studioso di testi storico-religiosi.

 

 

 

 Sabato e Domenica 11 e 12 Novembre 2017

Cammino di San Martino

Primo cammino europeo

a 1700 anni dalla nascita di San Martino

tutti sono invitati in Cammino a piedi da Smartno Brda in Slovenia a San Martino Del Carso, a Doberdò del lago (pernottamento), a San Canzian d’Isonzo, a Fiumicello, fino ad Aquileia

a vedere i mosaici come li vide lui appena finiti nei primi anni venti del IV sec.

(clicca)     cammino di San Martino

ed ecco l’invito al cammino (clicca): san martino novembre 2017

DOMENICA 12 NOVEMBRE ORE 15.00

alla Basilica di  Aquileia

all’arrivo del cammino di San Martino sarà presente

Alessio Persic

professore di Agiografia e di Storia della Chiesa Antica e Patrologia all’Università Cattolica di Milano

ci  parlerà di

San Martino protomonaco d’occidente e testimone della spiritualità di Aquileia cristiana

dei primi anni 20 del IV sec.

 

 

 

 

Domenica 5 Novembre 2017 Ore 17.00,

All’Hospitale

don Dino Pezzetta

teologo, presenta il suo libro

Martin Lutero. Uomo fra i tempi

e dialoga con l’antropologo

Gian Paolo Gri

A 500 anni dalla Riforma (1517-2017), ed. Olmis

500 anni sono tanti: qual è il significato di Lutero oggi, quale il suo patrimonio ideale di fede e cultura per la contemporaneità? 

Lutero 500 (clicca)

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817° compleanno dell’Hospitale di San Tomaso

Il 31/07/2016 si è compiuto l’ 817° anniversario della fondazione dell’Hospitale

quarant’anni dalla distruzione del sisma 1976 e dieci anni dall’inizio del suo restauro e della sua rinascita.

L’Hospitale sarà aperto ogni sabato e domenica dalle 16 alle 18, o su richiesta:  amicidellhospitale@gmail.com – mob. 3395667905 (L) 3288213473 (M)

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Il 31 luglio c’è stato anche l’incontro all’Hospitale con Shady Hamadi, scrittore e giornalista italo-Siriano. La sera precedente, con l’associazione Majano c’è 159, ha parlato della situazione in Siria, presso il monumento delle vittime e della Ricostruzione del sisma ’76. Ha detto che “mezzo milione di morti, torture, ospedali pediatrici bombardati continuamente non trovano spazio nella nostra informazione. Si sceglie il male minore, ma sempre per noi. Siamo abituati a celebrare la memoria per le cose passate e a praticare l’amnesia per il presente, l’indifferenza per l’altro, …per convenienza. (…) Ecco, quando organizzeranno la giornata della memoria per la Siria, non cercatemi, io non ci sarò!”

Il 31-07 Shady Hamadi ha visitato l’Hospitale, ha incoraggiato a proseguire sulla via dell’Hospitalità gratuita, sulla via del cammino di conoscenza, e della rinascita della relazione tra Europa e Oriente. Abbiamo ricordato l’analogia tra l’Hospitale di san Tomaso e Mar Musa, quello di padre Paolo Dall’Oglio, rapito da tre anni, stanno preparando un libro su di lui. L’auspicio è di procedere sulla scia di quella ospitalità, dell’incontro delle diversità, la condivisione di pane, tempo, spazio, silenzio, preghiera.

Aspettiamo Shady per il prossimo incontro sulla via del cammino Euro Mediterraneo, la Via di San Tomaso.

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di seguito si riporta l’intervista “a tradimento” a C.C. sul senso dell’Hospitale di san Giovanni, la sua direzione vertiginosa…. quella di San Tomaso.

“… che cosa è per te l’Hospitale? e cosa può rappresentare per il Friuli?”

[C]…  X me l’Hospitale raccoglie tutti quelli che sono stati i miei interessi fin da piccola: la storia e l’arte, in particolare quella medievale, i cavalieri, l’architettura e il restauro, l’incontro tra persone e popoli, l’interesse per il mondo arabo-islamico e la voglia di farlo conoscere  anche agli altri, l’avventura dei cammini, le notti all’addiaccio, le risate in compagnia, la condivisione delle nostre storie, l’interesse x il cammino di Santiago che avrei sempre voluto fare, la spiritualità nelle sue varie forme, anche popolari, antropologiche…cosa dimentico? nell’hospitale ho occasione di esprimere quello che sono, mi dà questa opportunità, anche quella di interessarmi a quelli che arrivano da profughi, nuovi pellegrini. Ci stanno dentro anche loro!

Cosa rappresenta x un friulano? E’ un “made in friuul” che però ti parla di mondi altri, e’ un caravanserraglio nel mezzo del deserto della pianura friulana, e’ un posto di sosta, di ristoro dello spirito, che ha in sé l’anima stessa del Friuli, incrocio di popoli e culture: ci sono passati tutti qui dagli slavi ai turchi, dai longobardi agli unni, francesi, veneziani, giudeo-cristiani, romani ecc…l’hospitale come il Friuli e’ fatto di tanti geni, di tanti dna, ne conserva le tracce…, sto sparando a vanvera, ma… a che cosa ti serve?

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Franco Cardini all’Hospitale di San Tomaso – 2016

Dopo San Tommaso in India con Gian Paolo Gri e Mario Turello

e Passaggio in Iraq con don Giorgio Scatto

per la Rievocazione della fondazione dell’Hospitale nel suo 817°anno

gli Amici dell’Hospitale

e il Centro di Studi San Tomaso insieme a Historia di Pordenone

vi invitano all’incontro con

FRANCO CARDINI(*)

TRA EUROPA E VICINO ORIENTE

dopo i fatti tragici di Nizza e quelli in corso in Turchia e in Siria

 

Dalla geopolitica, al contagio della violenza, alla crisi dei modelli politici culturali, fino all’identità spirituale della nostra civiltà, si addensano interrogativi che mettono in crisi molte certezze consolidate.
Lo storico fiorentino Franco Cardini ne parla con la freschezza dell’osservatore libero e con la sapienza e il rigore dello studioso, mescolando analisi puntuali e franchezza dissacrante

il 26 Luglio 2016

alle ore 16.00

all’Hospitale di San Giovanni a San Tomaso 

 

allegato invito: Incontro con Cardini 2016

San Tommaso apostolo,

il modello di chi va a vedere di persona e sa che alla fine non gli servirà toccare. Solo se si fiderà, potrà vedere.

E’ partito da Gerusalemme verso Oriente, ha evangelizzato la Siria, la Mesopotamia, la Persia fino in India, ha posto i semi della Cristianità Orientale, radici resistenti, le stesse nostre. Da San Tomaso, a Concordia, nell’Adriatico, a Gerusalemme, in Siria, Indopersia: la sua Via.

La Via di San Tomaso è una linea di ricerca, sulla storia della cristianità orientale e delle altre culture e religioni vicino orientali e sulla storia e sulla modernità della possibilità di relazione con esse, perché l’incontro fa superare le paure, riduce i pregiudizi, polverizza le propagande, fa vedere cosa c’è di interessante per noi in quella relazione a Oriente, cosa potremmo ritrovare di prezioso, che abbiamo perduto…e come in questa relazione possiamo riconoscere i difetti che non pensiamo di avere…. o riconoscere la deriva verso la quale non pensiamo di andare…., come questa relazione può evitare il contagio della violenza ed essere utile ancora forse a questo Occidente dis-orientato e a questo Oriente Terra madre tormentata.

ingresso libero 

(*) Franco Cardini, nato a Firenze nel 1940 è uno storico, saggista e blogger italiano. Docente di Storia Medievale, all’Università di Firenze alla Normale di Pisa, a Parigi, a Gerusalemme. Medievalista di riferimento internazionale esperto di relazioni tra Oriente e Occidente.

ecco il riferimento al sito di Franco Cardini e alle sue minime settimanali

http://www.francocardini.it/minima-cardiniana-131/#more-460

 

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